Tassista accoltellato a Bari: gli aggressori chiedono il rito abbreviato

Giustizia
La vittima ha chiesto un risarcimento da 300mila euro
Giovanni Monno e Angela De Vincenzo, i due aggressori del tassista Francesco Rubini, ferito a coltellate la sera dell’8 dicembre 2024 all’interno del suo taxi, hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato. La richiesta è stata avanzata oggi, 25 marzo, durante l’udienza tenutasi nel tribunale di Bari. Contestualmente, Rubini ha richiesto un risarcimento danni di 300mila euro nei confronti dei due imputati.
L’udienza è stata aggiornata all’8 aprile per consentire una perizia psichiatrica su Angela De Vincenzo. La richiesta è stata avanzata dal suo avvocato per valutare la sua capacità di stare in giudizio, la sua lucidità mentale al momento dell’aggressione e la sua pericolosità sociale. L’incarico è stato affidato al professor Roberto Catanesi dell’Università di Bari.
Oltre al tassista, anche la Regione Puglia si è costituita parte civile, avanzando una richiesta di risarcimento di 25mila euro. La Cooperativa dei tassisti di Bari ha invece chiesto un risarcimento complessivo per i suoi 130 iscritti: 500 euro per ciascun tassista a titolo di danno morale e ulteriori 130 euro a testa per l’installazione di telecamere di sicurezza a bordo dei mezzi.
Monno e De Vincenzo sono accusati di lesioni personali e tentata rapina, con le aggravanti dell’uso di un’arma e della crudeltà. Secondo la ricostruzione dei fatti, la sera dell’8 dicembre 2024 i due salirono a bordo del taxi di Rubini, che era alla sua prima settimana di lavoro. Fingendo di non avere denaro per pagare la corsa, lo convinsero a fermarsi. A quel punto, Monno estrasse un coltello e lo puntò verso il conducente, minacciandolo di morte. Le immagini della dashcam montata sull’auto hanno documentato l’aggressione: Rubini fu colpito con oltre 20 coltellate al volto, alla schiena e al dorso. I due aggressori fuggirono, ma furono arrestati poche ore dopo grazie all’intervento di un passante, richiamato dalle urla della vittima.
Il tassista, trasportato d’urgenza al Policlinico di Bari, riportò ferite gravi e venne medicato con oltre 120 punti di sutura. Dimesso con una prognosi di 25 giorni, ha ora deciso di chiedere giustizia non solo in sede penale, ma anche attraverso un consistente risarcimento economico. L’esito del processo e la perizia psichiatrica su De Vincenzo saranno determinanti per definire l’entità delle condanne e delle richieste di risarcimento avanzate dalle parti civili.
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