Evaso fisco per 6 milioni, 28 dentisti indagati per dichiarazione fraudolenta

Guardia di Finanza
Al centro delle accuse c’è un software ideato da un ingegnere di Palo del Colle
La Procura di Bari ha concluso le indagini su un presunto sistema di evasione fiscale che coinvolge 28 dentisti di Bari e provincia, tre società odontoiatriche e l’ingegnere informatico Tommaso Carbone di Palo del Colle, insieme a una sua società. Gli indagati sono accusati di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, mentre le società rispondono per responsabilità amministrativa degli enti.
Al centro delle accuse c’è un sofisticato sistema di contabilità parallela ideato da Carbone, che avrebbe fornito agli studi odontoiatrici un software gestionale in grado di registrare compensi in nero. Attraverso il programma, i professionisti potevano creare due archivi distinti: un sistema “gestionale” con i dati ufficiali delle fatture e uno “storico”, accessibile solo tramite una combinazione segreta (tasto F12 e una password), dove venivano memorizzati i compensi non dichiarati.
Il gestionale permetteva inoltre di trasferire i dati non ufficiali su supporti esterni, rimovibili in caso di controlli, rendendo difficile l’individuazione delle irregolarità. A complicare ulteriormente le indagini, l’ingegnere avrebbe utilizzato chat criptate per comunicare con i suoi clienti, fornendo istruzioni specifiche sulla gestione della cosiddetta “contabilità black”.
Secondo le accuse, tra il 2015 e il 2020 il sistema avrebbe consentito agli indagati di evadere oltre 6 milioni di euro di imposte. La Guardia di Finanza ha ricostruito il funzionamento del software grazie a verifiche fiscali, sequestri e alle dichiarazioni di pazienti, che hanno confermato di aver versato compensi in contanti senza ricevere fatture.
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