Morte Antonella Lopez, la nonna: «Vedeva del buono in tutti. Le dicevamo di stare lontana da alcune persone»

foto di Il Tribunale di Bari

Francesca Maggi oggi ascoltata in Corte d’Assise a Bari

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Francesca Maggi, nonna di Antonia Lopez, la 19enne uccisa tragicamente nella discoteca Bahia di Molfetta lo scorso settembre, ha portato la sua testimonianza oggi in Corte d’Assise a Bari, in un’aula gremita e scossa dalle parole di una donna che ha già perso due dei suoi figli e ora anche la nipote. Maggi ha ricordato come la giovane Antonia, che la chiamava “mamma”, avesse una visione aperta e fiduciosa verso gli altri, anche verso coloro che la famiglia riteneva pericolosi. “Le dicevamo di stare lontana da certe persone,” ha dichiarato la donna, “ma lei vedeva del buono in tutti.” Parole intrise di dolore e rassegnazione che dipingono una ragazza forse troppo ingenua o semplicemente fiduciosa.

Antonia Lopez, infatti, è stata uccisa per errore la notte tra il 22 e il 23 settembre 2024. Quella sera era con Eugenio Palermiti, esponente di un clan rivale rispetto a quello dei Lopez, il clan Strisciuglio, di cui la sua famiglia faceva parte. Michele Lavopa, il giovane accusato del delitto e già in carcere, avrebbe puntato l’arma proprio contro Palermiti, un “rampollo” del clan Parisi-Palermiti di Japigia, in un atto di vendetta privata che si è purtroppo concluso con la morte della ragazza.

La storia della famiglia Lopez è segnata dalla violenza e dal crimine organizzato, una spirale che ha portato via a Francesca Maggi anche il figlio Ivan, ucciso nel settembre 2021 a Bari mentre tornava a casa. Ivan Lopez era sotto sorveglianza ed è stato colpito fatalmente da alcuni colpi di pistola mentre percorreva il quartiere San Girolamo in monopattino. Due uomini, Davide Lepore, presunto autore materiale dell’omicidio, e Giovanni Didonna, sarebbero ora sotto processo per questo omicidio, che per la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari è riconducibile a dinamiche di stampo mafioso. Ivan sarebbe stato eliminato per vendetta, accusato di aver compiuto estorsioni nei confronti di Lepore, il quale avrebbe legami con i clan Capriati e Parisi-Palermiti, rivali degli Strisciuglio.

Sotto scorta assieme al figlio Francesco, oggi collaboratore di giustizia, Francesca Maggi ha ripercorso in aula la complessità e i pericoli di una vita segnata dall’appartenenza al mondo criminale.

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