Infezioni urologiche: perché è importante la prevenzione (ed evitare il fai da te)

La Redazione

Quando si parla di infezioni come la cistite, è più che mai importante mettere al bando l’approccio all’insegna del fai da te

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Ci stiamo lasciando alle spalle l’estate, una stagione nel corso della quale, per cause che variano dal cambiamento delle abitudini alimentari alla tendenza a tenere addosso il costume bagnato, le infezioni urologiche sono molto più frequenti.

Le infezioni urologiche come la cistite possono causare notevoli disagi e, se non trattate correttamente, portare a complicazioni più gravi. La prevenzione diventa dunque fondamentale e in tal senso i rimedi naturali possono essere molto utili – al riguardo segnaliamo l’articolo di dimann.com sulla cura per la cistite a base di mannosio, uno zucchero naturale che aiuta a eliminare i batteri dal tratto urinario – anche se è sempre consigliabile parlare con il medico prima di prendere qualunque iniziativa.

Quali sono, a prescindere dalla situazione particolare dell’estate, le regole per prevenirla? Prima di tutto, è opportuno adottare un’adeguata igiene intima. Dopo ogni evacuazione, è essenziale pulire a fondo la zona anale, passando da dietro in modo da evitare, soprattutto nel caso delle donne, qualsiasi rischio di contaminazione della vulva con batteri fecali.

Altro consiglio preventivo importante, sempre valido a prescindere dal sesso, è quello di urinare non appena si avverte lo stimolo. Il rischio di attendere troppo è quello di avere poi a che fare con un accumulo di batteri patogeni.

Inoltre, quando si è in bagno, è opportuno accertarsi di aver svuotato totalmente la vescica.

Pure la scelta della biancheria intima fa la differenza. L’optimum prevede l’utilizzo di capi realizzati in materiali naturali – il loro utilizzo è sinonimo di minor rischio di avere a che fare con umidità e proliferazione di batteri non benefici – e non eccessivamente aderenti.

I danni del fai da te

Quando si parla di infezioni come la cistite, è più che mai importante mettere al bando l’approccio all’insegna del fai da te. Sono diversi gli specialisti che, negli ultimi tempi, hanno notato una pericolosa deriva, ossia la tendenza, al palesarsi dei primi sintomi, ad assumere l’antibiotico anche senza prescrizione.

Si tratta di un’abitudine dannosa per diversi motivi. Innanzitutto, così facendo si getta la base per una forte resistenza agli antibiotici, problematica che, secondo gli esperti, sarà una delle emergenze sanitarie del futuro.

In secondo luogo, non si ottiene affatto l’effetto sperato, ossia quello di debellare l’agente patogeno.

Altro aspetto da considerare riguarda il fatto che, con l’antibiotico, si rischia di falsare i risultati dell’esame delle urine e dell’urinocoltura con antibiogramma.

L’approccio standard da adottare prevede l’assunzione iniziale di un antinfiammatorio – da prendere sempre dopo aver chiesto consiglio al curante – per ridurre la sintomatologia dolorosa.

Dopo aver agito su questo fronte, si può procedere con l’analisi delle urine.

Attenzione anche alle infezioni genitali

In estate e non solo, è importante tenere le antenne alzate e prevenire pure le infezioni genitali, tra cui la candida.

Causata da una proliferazione eccessiva del fungo Candida albicans– attenzione: la sua presenza di base non è dannosa, in quanto parliamo di un organismo che, ai giusti livelli, è presente nel corpo in zone come quella genitale e orale – la candida può essere prevenuta, per esempio, indossando il preservativo quando non si ha la sicurezza assoluta sulla salute del proprio partner sessuale.

Anche in questo caso, l’igiene intima ha un ruolo fondamentale. In linea di massima, la raccomandazione è quella di ricorrere a detergenti acidi, con pH attorno a 4. Per scrupolo, è in ogni caso opportuno rivolgersi al ginecologo o all’andrologo di fiducia, in modo da farsi consigliare il prodotto giusto sulla base delle proprie indicazioni.

Se una persona riceve la diagnosi di candidosi, è opportuno procedere anche al trattamento del partner sessuale con appositi farmaci antifungini, onde evitare il fastidioso – e spesso difficile da debellare – effetto pingpong.

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