Carcere di Bari, sequestrato e rilasciato un infermiere. Crisi rientrata

Un appartenente alla Polizia penitenziaria è rimasto ferito ed è stato condotto in ambulanza presso il pronto soccorso cittadino

0 commenta

Sono rientrati ieri sera tardi i disordini scoppiati in serata presso la Casa Circondariale di Bari. Un infermiere era stato sequestrato dai detenuti e poi rilasciato. L’uomo sta bene.  Un appartenente alla Polizia penitenziaria è rimasto ferito ed è stato condotto in ambulanza presso il pronto soccorso cittadino.

A rendere noti i fatti è stato Gennarino De Fazio, segretario generale della UILPA Polizia Penitenziari nella serata di ieri. «Gravissimi disordini sono in corso presso la Casa Circondariale di Bari. – scriveva De Fazio – Dalle primissime e ancora disarticolate notizie che ci giungono, alcuni detenuti di una sezione detentiva avrebbero sequestrato un’infermiera e aggredito violentemente l’appartenente alla Polizia penitenziaria in servizio, che cercava di impedirlo. Sarebbero stati richiamati gli agenti di riposo e altri sarebbero stati inviati da diverse carceri della regione. La situazione nelle prigioni, come avevamo previsto e denunciato, è sempre più esplosiva e non bastano certo i ‘vaderetrum’ (vademecum che illuminano come le lampadine di Natale) del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ad arginarla. Anzi, sono proprio le direttive incoerenti e talvolta inattuabili a ingenerare ulteriore confusione fra gli operatori, che continuano a essere abbandonati a sé stessi, nonostante la propaganda di governo”.

«A Bari, peraltro, a fronte di 252 posti disponibili, sono presenti ben 390 detenuti, gestiti da 220 poliziotti penitenziari quando ne servirebbero almeno 449. Ormai il Re è nudo, è chiaro a tutti che il decreto carceri e la sua conversione in legge non sono serviti e non serviranno a nulla. La premier, Giorgia Meloni, sospenda le ferie e convochi una riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri per affrontare compiutamente l’emergenza»

«Nella trepidante speranza che i disordini a Bari possano rientrare senza particolari conseguenze, serve subito deflazionare la densità detentiva (la Puglia è peraltro la regione che ha il maggior sovraffollamento), dare respiro al Corpo di polizia penitenziaria, mancante di oltre 18mila unità, con tangibili assunzioni straordinarie, garantire l’assistenza sanitaria e riorganizzare complessivamente il sistema ormai alla deriva. Settembre potrebbe essere troppo tardi», ha concluso De Fazio.

Sono in corso le consequenziali attività per il ripristino dell’ordine e la sicurezza del carcere, ma i problemi rimangono tutti.

 

 

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!