Una esecuzione mafiosa: 3 colpi alla testa e uno alla spalla. Così è morto Lello Capriati

Le indagini della Squadra Mobile in collaborazione con la Direzione Antimafia

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Nel cuore della notte scorsa, le armi sono tornate in azione a Torre a Mare, Raffaele Capriati, noto con il soprannome di Lello, 39 anni, è stato brutalmente ucciso in un agguato che ha tutti i tratti distintivi di un omicidio di stampo mafioso.

La vittima, nipote del noto boss locale ‘Tonino’ Capriati, è stata colpita da quattro proiettili provenienti, secondo le prime ipotesi investigative, da un unico revolver impugnato da un assassino a bordo di una motocicletta. Tre di questi proiettili hanno colpito la sua testa mentre il quarto ha ferito la sua spalla.

Il ritorno di Raffaele Capriati alla libertà, avvenuto alla fine di agosto del 2022, è stato accolto con festeggiamenti e fuochi d’artificio nel quartiere di Bari Vecchia. Un’accoglienza che, con l’amaro sapore della tragedia, si trasforma ora in un requiem funebre. Il suo rientro era stato preceduto da una condanna a 17 anni di reclusione per il suo coinvolgimento nell’omicidio del sedicenne Michele Fazio, avvenuto nel cuore di Bari Vecchia nel luglio del 2001.

L’omicidio di Michele Fazio fu il risultato di una faida cruenta tra clan mafiosi rivali che ancora oggi segna indelebilmente la storia di questa città. Raffaele Capriati, insieme ad altri membri del commando, fu riconosciuto colpevole di aver sparato accidentalmente al giovane Michele Fazio, mentre l’intento era colpire un bersaglio nemico. La sua condanna, unita a quella di altri complici, aveva tentato di porre fine a una vicenda fatta di violenza e vendetta.

Tuttavia, la storia si ripete e il sangue continua a macchiare le strade di Bari. La squadra mobile della Questura, in collaborazione con la Direzione distrettuale antimafia, è già al lavoro per fare luce su questo omicidio e portare i responsabili di fronte alla giustizia.

 

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