Rivoluzione Rsa, al forum Mediterraneo in sanità una proposta a costo zero

Sarà illustrata a Bari dal Presidente di “Welfare a Levante” Antonio Perruggini

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La proposta sarà illustrata a Bari oggi alle 15,00 dal Presidente di “Welfare a Levante” Antonio Perruggini, manager del settore da circa quarant’anni durante il Forum Mediterraneo in Sanità in svolgimento presso l’Hotel Villa Romanazzi Carducci riguarda in sintesi una analisi gestionale del settore ove è emerso con dati certi che se tutti i costi attualmente in carico del SSN come protesica, visite specialistiche, ausili, esami ematochimici, ecc. divenissero a carico delle strutture naturalmente lo Stato risparmierebbe svariate centinaia di milioni di euro.

Tale proposta potrebbe sembrare inattuabile poiché chiunque si chiederebbe come farebbero le strutture a sostenere i costi dei servizi sostenuti attualmente dallo Stato stesso. Invece è sicuramente possibile perché come dimostrato dallo studio di Perruggini, con le economie di scala, con l’oggettivo interesse (che è anche un obbligo normativo) di assicurare qualità dei servizi e delle forniture, con la capacità dei privati di raggiungere accordi commerciali vantaggiosi e con l’ammortamento periodico degli investimenti, ogni struttura può agevolmente programmare la sua attività prevedendo le prestazioni necessarie e ottenendo dallo Stato un incremento della tariffa di assistenza che rappresenterebbe solo una contenuta parte dell’intero risparmio di fondi pubblici che deriva dalla proposta progettuale.

Per esempio un gestore di una struttura che vuole dimostrare efficienza assistenziale e qualità sa da subito che il 100% dei suoi Ospiti anziani non autosufficienti o disabili ha necessità di 4 prelievi ematici di ruotine all’anno per ogni ospite almeno 2 visite specialistiche all’anno per ogni ospite e per ogni patologia cronica di panni di contenzione, materassi antidecubito e deambulatori per almeno il 70% dell’utenza di una RSA qualsiasi in Italia.

Sono solo alcuni esempi riguardanti la gestione ordinaria delle strutture.

Ora avviene che tutto questo lo paga lo Stato (con monitoraggio spesso inefficace, problemi di corruzione, procedure burocratiche infinite, gare, ricorsi, ecc. ecc.) e i tempi di attesa sono lunghissimi (vedi visite) con la fattispecie che in molti casi le situazioni diventano acute e quindi c’è il ricorso al servizio 118 e al Pronto Soccorso con relativi conseguenti ricoveri ospedalieri, molti dei quali inappropriati e quindi evitabili.

Ogni giornata di ricovero in una struttura pubblica costa circa 800 euro.

La proposta invece prevede di rovesciare a 360° lo stato delle cose facendo assumere alle strutture i costi, la programmazione e l’organizzazione dei servizi che devono erogare. Una percentuale dell’evidente risparmio che ne deriverà lo Stato lo andrà a destinare alle regioni con somme vincolate all’aumento della tariffa di assistenza. Ogni struttura avrà ragionevolmente tutto l’interesse di dimostrare qualità e efficienza organizzativa.

IL PROBLEMA DELLA CARENZA DI PERSONALE
Inoltre se a tutto questo si associasse l’abolizione del rapporto esclusivo attualmente vigente per medici e infermieri favorendo rapporti di convenzione tra Asl e RSA e la possibilità di favorire altresì incarichi professionali a medici e infermieri in quiescenza con i relativi oneri aggiuntivi a carico delle RSA attraverso la cosiddetta “gestione separata” (tali oneri sono diversi e aggiuntivi a quelli che ogni pensionato si paga per fatti suoi in base alla sua storia lavorativa e contributiva), tanti infermieri e medici tornerebbero sicuramente al lavoro spinti dall’evidente vantaggio derivante dall’incentivo fiscale oltre al fatto che poi ogni struttura privata può assicurare al professionista le somme che crede.

La proposta di Perruggini è stata oggetto di ulteriore approfondimento, studio e tesi durante il “Master in Management delle strutture Socio Sanitarie” (Adsum Formazione di Eccellenza – Bari e Lecce) a cura della dott.ssa Francesca Notarangelo e coordinato da Perruggini stesso che ha comunicato di trasferire il progetto verso i ministeri competenti.

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