Obbligo di telecamere nelle Rsa, la soddisfazione del Tribunale dei diritti del Malato

foto di Diego Rana

L’approvazione in commissione regionale della proposta di legge va incontro ad una vecchia battaglia condotta dal Presidente Diego Rana

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La battaglia del Tribunale dei diritti del Malato sulla necessità di avere telecamere di video-sorveglianza nelle strutture socio-sanitarie, dalle rsa alle rssa fino ai centri diurni, è arrivata ad un momento di svolta in Puglia. Nei giorni scorsi, infatti, la Commissione regionale Sanità, presieduta da Mauro Vizzino, ha approvato a maggioranza la proposta di legge presentata dal consigliere Antonio Tutolo (Gruppo Misto) recante “Disposizioni per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno di anziani e persone con disabilità”.

«Non possiamo che accogliere con viva soddisfazione questa iniziativa legislativa che viene incontro ad una esigenza che stiamo portando all’attenzione pubblica ormai da anni. L’ultima volta che ne abbiamo parlato pubblicamente è stato il 5 agosto 2022. Oggi, finalmente, siamo sulla strada giusta». Così Diego Rana, Presidente Nazionale dell’Agev Tribunale dei diritti del Cittadino, del Malato. «Nelle mie strutture socio-sanitarie – precisa lo stesso Diego Rana, nella sua veste anche di Commissario Bat dell’Uneba, l’associazione che raggruppa centinaia di strutture sanitarie in Italia – ho telecamere di video-sorveglianza da almeno 5 anni, a testimonianza dell’impegno a tutela dei pazienti e della sensibilità verso l’argomento».

La proposta di legge approvata in Commissione regionale è uno strumento che introduce forme di prevenzione e contrasto delle condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno di anziani e persone con disabilità nell’ambito di presidi assistenziali di qualunque tipo, anche diurno.

Sono previsti due obblighi principali: l’installazione autonoma di un sistema di telecamere a circuito chiuso, con conseguente comunicazione all’Azienda sanitaria locale di riferimento, in caso di strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali. Fermo restando il rispetto degli attuali regolamenti nazionali ed europei sulla privacy e sui diritti delle persone con disabilità e per la loro attivazione sarà necessario acquisire il consenso degli ospiti o dei loro tutori.  In caso di inadempimento, scatta la revoca automatica dell’accreditamento istituzionale e delle autorizzazioni all’esercizio dell’attività.

Il secondo obbligo riguarda la formazione iniziale e permanente del personale che opera nelle strutture, con verifiche periodiche sulla professionalità e sul mantenimento delle capacità psico-attitudinali a relazionarsi, in condizioni di stress, con soggetti vulnerabili.

«Gli anziani non si toccano e non si picchiano. Gli anziani si amano. Toccherà a tutti essere anziani, se il buon Dio lo vorrà – conclude Diego Rana -, ma a tutti e sottolineo a tutti va salvaguardata la dignità e le cure necessarie. Può capitare a tutti di aver bisogno delle cure delle RSA e per fortuna nella stragrande maggioranza delle strutture tutti sono egregiamente ed amorevolmente assistiti. A noi non basta quel “quasi tutti”, l’amore per la vita e l’assistenza per la qualità della vita deve essere prerogativa di tutto il genere umano».

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