Esplosione nel porto di Bari della nave Henderson nel 1945, la cerimonia di commemorazione

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Il 9 aprile 1945, alle ore 11.57, per cause mai accertate esplose il piroscafo americano che trasportava un carico di bombe e materiale bellico

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Esplosione nel porto di Bari della nave Henderson nel 1945, la cerimonia di commemorazione

Questa mattina, presso la banchina n. 14 del Terminal crociere del Porto di Bari, il vicesindaco Eugenio di Sciascio è intervenuto alla cerimonia di commemorazione del 78° anniversario dell’esplosione della nave statunitense Charles Henderson.

“Oggi ricordiamo l’esplosione nel porto di Bari della nave Henderson, durante l’ultimo mese della Seconda guerra mondiale, il 9 aprile 1945 – ha dichiarato Di Sciascio -. Un evento luttuoso che rappresenta per la città e per gli abitanti una ferita indelebile, con il suo carico di centinaia di morti, feriti e devastazioni. Quest’anno, purtroppo, alla necessità di fare memoria, si aggiunge l’opportunità di allargare lo sguardo al ritorno, dopo 80 anni, della guerra in Europa. Memori dei lutti e delle tragedie subite, dobbiamo invocare la pace, una pace giusta che ristabilisca i diritti dell’Ucraina aggredita e che superi le logiche di occupazione territoriale. Credevamo che i popoli dell’Europa avessero imparato la lezione del XX secolo, che la guerra non ha vincitori ma solo vinti, ma così non è stato. Ecco la necessità di rinnovare la memoria e narrarne anche alle più giovani generazioni”.

Il 9 aprile 1945, alle ore 11.57, a pochi giorni dalla fine della Seconda guerra mondiale, per cause mai accertate, nel porto di Bari esplose improvvisamente il piroscafo americano Charles Henderson, che trasportava un carico di bombe e materiale bellico. Vari spezzoni della nave furono lanciati in un raggio di diversi chilometri, provocando danni agli edifici della zona portuale. I vetri delle case, anche a notevole distanza dal porto, andarono in frantumi. La deflagrazione causò centinaia di vittime tra militari e civili, seminando distruzione e morte.

La cerimonia, posticipata rispetto alla data dell’anniversario, che quest’anno coincideva con la Pasqua, è stata organizzata dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Bari, dall’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale e dalla Capitaneria di Porto di Bari.

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Commenti

  • Annalisa (utente non verificato)

    È stata mancata l’occasione per parlare davvero di pace ma non quella di sostenere l’invio di armi in Ucraina. Tutti insieme, autorità pubbliche anche se non competenti in materia e autorità religiose.

  • Franco (utente non verificato)

    La storia è un po’ diversa da come viene raccontata, oggi come allora. La nave americana trasportava iprite, un gas mortale vietato dalle convenzioni internazionali. Fu per questo che il Comando americano non rivelò la notizia agli italiani. Morirono 317 civili e ci furono migliaia di feriti gravi. Ma come si vede ancora oggi è vietato raccontare la verità, aldilà della retorica.