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A Bari il convegno del broker Antonio Arbore su immobili e donazione

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Le insidie di un immobile donato. Le interviste
​Le insidie di un immobile donato al centro del convegno di venerdì scorso a Bari in villa Romanazzi. Al tavolo con A. Arbore, il notaio M.F. Mazzoni e P. Rubini, consigliere provinciale Fimaa
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Quando si parla di immobili in donazione ci si misura con aspetti spinosi che interessano le parti coinvolte non senza conflitti. Ereditieri, legittimari, acquirenti, venditori, agenzie immobiliari, sono tutte figure che di fronte ad un immobile donato, devono trovare una mediazione tra i rispettivi interessi.
Il convegno di venerdì scorso sulle insidie di un immobile donato, si è svolto proprio con l’obiettivo di chiarire al meglio le criticità del tema per fare emergere possibili soluzioni, non solo a partire da ciò che sancisce la legge ma anche attraverso la prassi quotidiana.

Promossa e realizzata dallo Studio Antonio Arbore, la conferenza tenutasi a Bari presso Villa Romanazzi ha ospitato esperti della donazione che hanno analizzato e approfondito il tema da più punti di vista.

Il notaio Maria Francesca Mazzoni ha proposto una dettagliata disanima della materia giuridica a partire dall’articolo 769 e seguenti del Codice civile, in cui si chiarisce che col contratto di donazione una parte arricchisce l’altra, per spirito di liberalità, disponendo di un suo diritto legittimo. Le insidie emergono a fronte di una compravendita o di una successione ereditaria, ragion per cui la legge dispone tempi, modalità e linee generali per far fronte alla moltitudine di casi in cui la donazione di un bene immobile può essere fonte di conflitto.

Subito dopo la parola è passata a Pasquale Rubini Consigliere provinciale Fimaa (Federazione italiana mediatori agenti d’affari) che ha esposto le dinamiche dello scenario reale dal punto di vista delle agenzie immobiliari. Nel corso degli anni, le difficoltà che spesso impedivano di portare a buon fine la compravendita di una casa in donazione, sono state superate dalla buona prassi degli immobiliaristi che si sono fatti mediatori tra le parti coinvolte nelle trattative e gli istituti di credito, non sempre inclini a concedere prestiti quando sull’immobile gravano diritti di terzi. «Dopo il 2006, le banche non finanziano più le compravendite con donazioni – ha chiarito Rubini – ma grazie alla Fimaa, ci siamo impegnati a trovare una risoluzione vincente per affrontare il problema e tornare ad un rapporto proficuo che potesse avvantaggiare tutti, anche grazie all’aiuto alle polizze assicurative»
In sala ci si è interrogati su chi debba sostenere gli oneri economici generati dalla donazione, compresi quelli della polizza. Sebbene in linea generale il costo dell’assicurazione risulti a carico del venditore, il panorama che ne è emerso pare più complesso del previsto e ogni azione finalizzata alla compravendita di un immobile donato, richiede inevitabilmente un’analisi caso per caso.

Intervento conclusivo del convegno è stato quello del broker di assicurazioni, Antonio Arbore che ha puntualizzato gli aspetti relativi alla polizza, insistendo sulla necessità stringente di diffondere in Italia una cultura assicurativa che aiuti le persone nella gestione e nella prevenzione del rischio. «In merito alla relazione con le banche – ha confermato Arbore – la sfida sta nell’intercettare quegli istituti di credito disposti ad essere collaborativi con le compagnie assicurative che spesso assumono il ruolo di garanti nella concessione del mutuo. Una polizza donazione protegge la commercializzazione, agevolando il finanziamento ma per sottoscriverla per vent’anni, bisogna essere una compagnia assicurativa “tripla A” ossia estremamente affidabile. Nella gestione delle polizze di immobili donati, conta moltissimo la relazione sia con i direttori di banca che con i clienti che si sentono tanto più garantiti quanto più serio e affidabile è l’assicuratore che riesce a trovare una mediazione».

Parole come mediazione, collaborazione, interessi comuni, sono state al centro del convegno conclusosi nell’area esterna di villa Romanazzi con il coffee break consumato tra nuovi incontri, scambi di opinioni e relazioni proficue. È stata l’occasione per rafforzare la rete delle molte figure coinvolte nel settore donazioni attraverso la formazione, l’ascolto reciproco e il confronto costruttivo delle istanze di tutti i presenti.

lunedì 30 Maggio 2022

(modifica il 31 Maggio 2022, 18:02)

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