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Molo San Cataldo, c’è il progetto di fattibilità per la riqualificazione

La Redazione
L'ambito portuale, attualmente sottoutilizzato, sarà la sede logistica di Bari del Corpo delle Capitanerie di Porto e un bacino da destinare ai maxi yacht
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Il Dipartimento Tecnico dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) ha avviato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la riqualificazione del Molo S. Cataldo, dopo l’approvazione all’unanimità da parte del Comitato di Gestione dell’Ente della Variante localizzata del Piano Regolatore Portuale del Porto (PRP) di Bari. Un intervento che ha il duplice obiettivo di potenziare le infrastrutture asservite alla sede logistica del Corpo delle Capitanerie di Porto e, contemporaneamente, realizzare un bacino da destinare alla nautica da diporto. Il bacino portuale, attualmente sottoutilizzato, avrà dunque nuove e strategiche funzioni che si incardinano in un ampio e complessivo progetto predisposto dall’Ente e finalizzato al rilancio infrastrutturale e multimodale di tutto il porto di Bari, per valorizzarne le potenzialità economiche, commerciali e turistiche, attraverso la creazione di una ricucitura funzionale e fisica tra porto e città. “Stiamo ridisegnando totalmente il porto di Bari e tutti i suoi ambiti– commenta il presidente di AdSPMAM Ugo Patroni Griffi- secondo una visione complessa, improntata sulla sicurezza, la funzionalità e l’operatività, attraverso la realizzazione di infrastrutture ecosostenibili e modernissime che trasformeranno lo scalo in un hub polifunzionale e baricentrico nel Bacino del Mediterraneo. Un’opera significativa- continua Patroni Griffi-che ci consente di sfruttare, nei tempi dettati, il finanziamento intercettato e di generare plurime economie a vantaggio del porto, della città e della regione. Peraltro, in questo complesso iter procedurale, siamo stati i primi ad applicare la novella voluta dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili(MIMS), Enrico Giovannini, per una Variante di PRP. I fatti dimostrano –conclude il Presidente– che volere è potere solo quando si instaura una produttiva e leale sinergia di intenti tra tutti i soggetti interessati. Assieme a Capitaneria di porto, Comune di Bari, Regione Puglia, Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e al MIMS stiamo lavorando alacremente per consegnare alle nuove generazioni il porto del futuro”. Nella Variante adottata è prevista la realizzazione tre nuovi punti di ormeggio, per la lunghezza di circa 400 metri, e piazzali relativi da destinare a volumi edilizi al servizio del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto. La superficie di ingombro è di 11.285,00 mq, di cui 60.361 mq costituiscono la superficie dello specchio acqueo interno.  La conformazione delle banchine determina, infatti, uno specchio acqueo delimitato a sud-ovest ed a sud-est dalle nuove opere, a nord-ovest dal molo esistente mentre a nord-est, a delimitare l’imboccatura dello specchio acqueo, sarà realizzato un pennello di protezione dello stesso; le superfici risultanti potranno essere dedicate ad una marina (porto turistico), con anche alcuni ormeggi per mega-yacht sino a 100 m di lunghezza.  L’opera è retta da una convenzione in essere tra l’AdSPMAM e il Comando Generale delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera con impegno di quest’ultimo al finanziamento della spesa complessiva prevista di 36 milioni di euro, giusta specifica programmazione di risorse disposte con DPCM 21 luglio 2017.

lunedì 2 Maggio 2022

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