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Droga, furti, racket, armi e usura: gli “affari” dei clan criminali baresi nella relazione della Dia

La Redazione
La relazione della Direzione Investigativa Antimafia per il primo semestre 2021 traccia la mappa del crimine a Bari, dove si conferma un puzzle composto da gruppi storici (Strisciuglio, Parisi, Mercante-Diomede e Capriati)
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La mappa dei clan di Bari tracciata dalla relazione della Dia per il primo semestre 2021, presentata alla Camera dei deputati e resa pubblica stamattina, conferma la presenza di quattro gruppi principali. A Bari si conferma un mosaico criminale composto dai clan Strisciuglio, Parisi, Mercante-Diomede e Capriati. La relazione della Dia fa il punto sulle principali attività criminali dei clan baresi: il traffico di sostanze stupefacenti resta una delle principali risorse, sfruttando canali di approvigionamento nazionali ed esteri (in particolare albanesi). Persistono anche furti ai danni delle attività commerciali, nonché gli incendi dolosi ai danni di auto e negozi. I gruppi, inoltre, disporrebbero di una cospicua quantità di armi, come documentato da inchieste e sequestri, eseguiti anche a carico di incensurati. Non manca, infine, l'usura, con tassi d'interesse stellari imposti a piccoli imprenditori locali in difficoltà economiche anche a causa della pandemia.

 «Nel semestre in esame – si legge nella relazione – lo scenario criminale della città di Bari è stato incisivamente segnato dagli esiti giudiziari dell’inchiesta “Vortice-Maestrale”24 che ha fotografato “la perdurante operatività del sodalizio di tipo mafioso denominato clan STRISCIUGLIO e di alcune sue articolazioni territoriali – e segnatamente di quelle operative nel quartiere Libertà25, nel quartiere San Paolo (con la cellula di Palo del Colle), nel quartiere Enziteto – San Pio – Catino e nel quartiere San Girolamo (comprensiva della pertinenza di Conversano – Rutigliano)”, documentando altresì l’evoluzione storica della consorteria mafiosa “che da costola defezionista del clan Capriati è riuscito a concretizzare un  piano espansionistico talmente efficace da diventare il più esteso e tra i più temuti clan camorristici di Bari”. La spiccata matrice unitaria del sodalizio sarebbe salvaguardata dalla consolidata prassi di effettuare “battesimi” attraverso rituali di affiliazione e di innalzamento di grado persino all’interno degli ambienti penitenziari dove svolge un’instancabile attività di proselitismo soprattutto nei confronti delle giovani generazioni. Le intimidazioni contro le persone fisiche all’interno delle carceri sono lo strumento per esercitare “intramoenia un potere di controllo analogo a quello in ambiente esterno”.

Le relazioni tra i clan baresi mostrano una certa 'flessibilità' anche per adattarsi ai vari affari criminali, non senza tralasciare contrapposizioni, come nel caso di alcuni gruppi operativi a Conversano dove alcune fazioni del clan Parisi sarebbero transitate nella compagine criminale degli Strisciuglio. Analogo confitto di interessi si registra nel quartiere San Paolo dove il clan “della luna” è operativo con il gruppo Telegrafo staccato dai Misceo. Quest’ultimi presumibilmente sarebbero transitati nella confederazione mafiosa opposta costituita dagli altri clan baresi tra cui in primis i Capriati e i Diomede-Ex Mercante. Nel quartiere Madonnella, invece, gli Strisciuglio conterebbero sul gruppo Di Cosimo-Rafaschieri che reduce da una scissione interna avrebbe dato vita ad un’alleanza con soggetti appartenenti al primo clan. Sul fronte dell'area metropolitana di Bari vi è invece una "frammentarietà strutturale delle consorterie" storiche baresi nell'insinuarsi tra i centri nevralgici del tessuto socio-produttivo.

Per quanto riguarda il clan Parisi, invece, la relazione della Dia afferma che sarebbe "contraddistinto da una struttura interna di tipo piramidale articolata su vari livelli e formato da una serie di sottogruppi autonomi che nella gestione delle attività criminali operano in sinergia (non priva di contrasti) nei rispettivi territori". Tra questi il gruppo dei Palermiti che avrebbe interagito con il gruppo Anemolo per gli affari illeciti nel quartiere Carrassi. L’alleata frangia dei Palermiti sarebbe "da considerarsi alter ego e braccio armato del clan Parisi" e sarebbe "in grado di gestire imprenditorialmente il traffco di stupefacenti anche attraverso l’operatività di associazioni delinquenziali". Sotto l'egida dei Parisi, invece, sono attivi i gruppi Velluto e Fiore-Risoli tra San Pasquale, Carrassi e Poggiofranco. Nella medesima area d’azione facente capo ai Parisi è presente il clan Capriati storicamente attivo nel Borgo Antico di Bari e nella provincia. Le fibrillazioni interne al sodalizio sarebbero causa del tentativo di scalata da parte di giovani leve desiderose di guadagnare posizioni di vertice.

Un altro clan con varie ramificazioni in provincia è quello dei Mercante-Diomede, federato ai Capriati, operativo non solo nella città di Bari ma anche in alcuni comuni come Altamura, Adelfa, Bitonto, Gravina in Puglia e Triggiano. La famiglia Mercante, una volta attiva nel quartiere Libertà, attualmente risulterebbe particolarmente indebolita oltre che a causa della recente morte del capo storico anche per l’incontrastata presenza nel rione del capo dei Caldarola, ritenuto esponente di spicco degli Strisciuglio Infine,.nei quartieri del litorale nord del capoluogo come San Girolamo, Fesca e San Cataldo sono presenti i Lorusso un gruppo satellite dei Capriati che sarebbe in contrasto per il controllo e la gestione delle attività illecite con l’articolazione Campanale affliata agli Strisciuglio.

giovedì 7 Aprile 2022

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