Politica

Giornata Unità Nazionale e Forze Armate, la presidente del Senato Alberti Casellati al Sacrario

La Redazione
La seconda carica istituzionale della Repubblica ha deposto, in rappresentanza del Capo dello Stato, una corona di alloro sul sacello dei Caduti d'Oltremare
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La Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, è giunta stamattina al Sacrario militare di Japigia, a Bari, per le celebrazioni del 'Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze armate”. La seconda carica istituzionale della Repubblica ha deposto, in rappresentanza del Capo dello Stato, una corona di alloro sul sacello dei Caduti d'Oltremare. All'appuntamento, nell'anniversario dell'entrata in vigore dell'Armistizio, il 4 novembre 1918, che pose fine, per l'Italia, alla Prima Guerra Mondiale, hanno preso parte anche il governatore pugliese, Michele Emiliano, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, il sottosegretario di Stato al ministero della Difesa, Giorgio Mulè e il comandante delle scuole A.M./ terza regione aerea, generale di squadra aerea, Aurelio Colagrande, nonchè delle più importanti autorità civili,militari e religiose della regione. 

Oggi – le parole del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – ricordando la data della grande vittoria nella prima guerra mondiale, una guerra che noi abbiamo combattuto al fianco degli Stati Uniti, della Francia, dell’Inghilterra, delle grandi potenze democratiche del mondo, noi ricordiamo l’essenzialità dei nostri militari. Uomini e donne che io definirei  professionisti della pace, che sono capaci in tutti i teatri di guerra e di pace, dove sono impiegati, di imporre uno stile italiano nella gestione delle crisi internazionali, nella gestione delle relazioni con le popolazioni che devono sopportare l’ingiuria e l’orrore della guerra, di dare il senso dell’umanità e dell’universalità del messaggio di pace che da questo Sacrario importantissimo deve arrivare a chiunque, innanzitutto per condannare la guerra come mezzo di risoluzione per le controversie internazionali, e poi la salvaguardia di questi uomini e queste donne, che hanno sempre bisogno del nostro sostegno, perché in silenzio, obbedendo, costruiscono unità nazionale. Questa è una giornata civilmente sacra, ma anche dedicata al ricordo di tutti i nostri caduti, a partire da tutti coloro che non sono stati identificati. Durante la prima guerra mondiale, moltissimi soldati non furono identificati e non fu possibile restituirli ad un sepolcro con il nome dedicato alle loro famiglie e ciononostante oggi ricordiamo tutti questi uomini che si sono sacrificati per completare il disegno dell’unità nazionale”.

Per il sindaco di Bari, Decaro, "forza della parola, la forza del ragionamento, devono superare la violenza e credo che ricordare quello che è accaduto nel passato ci può aiutare nel futuro, soprattutto insegnando alle nuove generazioni a evitare che queste cose possano accadere. La nostra Costituzione ripudia la guerra, tutte le guerre, quelle più grandi e quelle più piccole che magari sono poco visibili anche sui media – ha aggiunto – Però è importante ricordare quello che è accaduto durante la prima e la seconda guerra mondiale, dare onore alle tante persone che sono sepolte anche in questo sacrario che sono 75.000, 45.000 non hanno un nome. Oggi è una giornata importante. Ospitiamo la seconda carica dello Stato, la presidente Casellati, mentre a Roma i 35 sindaci dei capoluoghi di provincia hanno accompagnato il presidente Mattarella in un giorno simbolico per noi, per ricordare il valore delle tante persone, tante donne e tanti uomini, che hanno perso la vita anche per farci vivere in un paese più democratico", ha proseguito Decaro sottolineando che "torniamo a incontrare i ragazzi delle scuole finalmente, perché negli ultimi mesi le celebrazioni le iniziative le abbiamo fatte con poche persone presenti per evitare gli assembramenti e ovviamente non è la stessa cosa. Vedere tanti bambini oggi con la bandiera tricolore serve anche a tenere insieme il nostro paese, a ricordarci che per fortuna abbiamo superato questo momento difficile. Ci avviciniamo alle festività natalizie e sarà l'occasione anche per riscoprire il calore e la voglia di stare insieme" ha concluso.

giovedì 4 Novembre 2021

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Franco
Franco
7 mesi fa

Durante lo stato di guerra il cittadino è sottoposto a doveri eccezionali. Dalla Rivoluzione francese in poi consistono nella coscrizione obbligatoria. Lo Stato (o il re) ti obbliga ad andare al fronte a combattere. Era dunque soprattutto un obbligo combattere.

Maria P.
Maria P.
7 mesi fa

Ma la Seconda Guerra Mondiale non l'ha scatenata l'Italia insieme a Hitler? Qualcuno fa finta di non ricordarselo? Che stiamo celebrando?

Graziano
Graziano
7 mesi fa

Durante lo stato di guerra il cittadino è sottoposto a doveri eccezionali. Dalla Rivoluzione francese in poi consistono nella coscrizione obbligatoria. Lo Stato (o il re) ti obbliga, anche contro la tua volontà ad andare al fronte a combattere.