Medici di famiglia verso lo stato di agitazione

La Redazione

Situazione critica: il Consiglio nazionale della Fimmg verso lo sciopero generale

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La proclamazione dello stato di agitazione e la messa in atto tutte le azioni previste, fino allo sciopero generale, necessarie alla risoluzione dell’attuale situazione critica.

È quanto ha chiesto al Segretario Generale Nazionale il Consiglio nazionale della Fimmg, riunitosi a Roma sabato scorso.

La decisione è
stata presa a seguito della situazione di stallo a fronte di
problematiche che hanno assunto i contorni di vere e proprie emergenze:
dalla carenza di medici all’invecchiamento della popolazione e quindi al
peso crescente della cronicità sull’attività della medicina generale,
che attende da anni una riorganizzazione, dalla sofferenza
dell’emergenza territoriale alla mancata pubblicazione dei bandi per i
corsi di formazione specifica in medicina generale, fino al mancato
rinnovo dell’ACN. La situazione ha indotto Fimmg a parlare di “omicidio”
del SSN, nella mozione approvata sabato.

“Da
tempo Fimmg propone una riorganizzazione della medicina generale per
affrontare l’emergenza demografica, che vedrà un paziente su tre con più
di sessantacinque anni e affetto da almeno una patologia cronica.
– spiega Nicola Calabrese, Vice Segretario nazionale Fimmg e Segretario Fimmg Bari – “Il
modello dei microteam, con medico di medicina generale, infermiere e
collaboratore di studio, sperimentato proprio in Puglia, migliora la
capillarità e la capacità assistenziale.”

“Un
altro problema è il ritardo della pubblicazione dei bandi da parte
delle Regioni per il triennio di formazione specifica 2019-2022 in
medicina generale
– aggiunge Calabrese – “Questo
comporterà uno slittamento nell’avvio dell’attività didattica. Mi sembra
un segnale di particolare gravità in un momento in cui la carenza di
medici di famiglia inizia a manifestarsi in tutta la sua drammaticità,
con migliaia di pazienti che rischiano di rimanere senza copertura per
le cure primarie.”

“Non vorrei
che dietro l’inerzia e un’apparente sciatteria si nascondesse in realtà
la colpevole volontà di sostituire il medico con altre figure
professionali determinando l’omicidio del Sistema Sanitario Nazionale.”
– conclude Calabrese.

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