Cassa Prestanza, Melini a Decaro: «Basta chiacchiere e basta prendere per i fondelli i dipendenti»

Melini, consigliera comunale e candidata sindaca, torna sulla vicenda della Cassa Prestanza
«Basta chiacchiere e basta prendere per i fondelli i dipendenti comunali. Chiedo un’immediata azione di responsabilità del primo cittadino»
Torna sul tema di Cassa Prestanza la consigliera comunale e candidata sindaco di Bari, Irma Melini, dopo l’Assemblea dello scorso 20 marzo convocata da Decaro, smontando le sue accuse e ribadendo la necessità di avviare con urgenza un’azione di responsabilità per riconoscere i diritti quesiti degli iscritti, sia dipendenti comunali in servizio sia in pensione.
«A novembre scorso ho depositato, senza alcuna risposta, una formale diffida per accedere ad eventuali azioni di responsabilità e verifiche che il sindaco, anche in qualità di presidente, dovrebbe aver predisposto sulla gestione della Cassa. Questo silenzio vuol dire che o siamo in piena violazione del diritto di accesso di un consigliere comunale agli atti amministrativi oppure nessun atto è stato prodotto in tal senso. Ergo, nessuno qui sta garantendo trasparenza e chiarezza sugli oltre 25 milioni di euro che non si trovano a bilancio della Cassa. D’altronde, trovo assurdo che mi sia stato anche negato l’accesso all’estratto conto degli ultimi dieci anni per verificare la correttezza dell’impiego delle somme.
In linea con questo atteggiamento omissivo, il sindaco Decaro invece di fare chiarezza e di assumere un atteggiamento consono a chi ha il dovere di essere esempio di trasparenza, con l’Assemblea su Cassa Prestanza di qualche settimana fa non ha fatto altro che continuare a nascondere la verità, con l’aggravante di prendersela con me solo perché sono l’unica che cerca costantemente di far emergere la verità.
Premesso che su Cassa Prestanza io chiedo chiarezza ormai da tre anni, se c’è qualcuno che ha voluto si arrivasse in campagna elettorale è proprio lui, visto che ci ha messo cinque anni per decidere di incontrare i dipendenti comunali, così come ha deciso di aprire un’interlocuzione con la Corte dei Conti soltanto lo scorso febbraio.
Dalle slide che egli stesso ha mostrato nel corso dell’Assemblea emerge molta confusione: Decaro dice che la Cassa Prestanza si è “trasformata in ente morale”, ma non c’è nessun atto che sancisce questa trasformazione visto che per statuto le modifiche alla Cassa devono essere fatte tramite delibere di Consiglio Comunale e al momento non ve ne è traccia.
Chi avrebbe dovuto garantire i dipendenti del Comune di Bari, poi, ovvero lui in quanto presidente di Cassa Prestanza e del Consiglio di Amministrazione, non lo ha fatto, considerato che scopre o fa finta di scoprire solo oggi un buco di 25 milioni di euro. Dai verbali di commissione del 2016 a firma di Lupelli e del facente funzioni Pierluigi Introna emerge che la Cassa era in buona salute. Appare difficile credere però che il crollo di 25 milioni sia comparso dall’oggi al domani.
In ultimo, durante l’Assemblea il sindaco ha dato come unica soluzione l’attivazione del welfare aziendale, però da oltre un anno non è stato ancora capace di avviarlo, evidentemente vi sono dei dubbi sulla legittimità dello strumento che intende utilizzare.
Se Decaro non ha nulla da nascondere sottoscriva l’esposto depositato in Procura dagli iscritti alla Cassa Prestanza. Da primo cittadino ne ha il dovere per fare chiarezza una volta per tutte sulla mala gestio della Cassa».
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