8 Marzo, Pani (M5S): «Con noi un Comune più sensibile alle pari opportunità»

Il messaggio della candidata pentastellata in occasione della Giornata Internazionale delle Donne
«Un Comune più sensibile alle pari opportunità».
Lo promette in una nota Elisabetta pani, candidata sindaca del Movimento 5 Stelle alla carica di sindaco di Bari.
«Il Comune di Bari – afferma la Pani – conta su 324.000 abitanti 168.500 donne e 155.000 uomini; ai numeri bisogna aggiungere il ruolo fondamentale che le donne assumono all’interno del contesto cittadino, diventando in prima persona elementi di cucitura tra società, famiglia, mondo del lavoro.
Qualsiasi discorso sulle pari opportunità deve essere contestualizzato in una dimensione di attenzione al sociale molto più ampia: l’attenzione alle donne e alle loro esigenze inevitabilmente si ripercuote con effetti positivi su tutta la società, sulle famiglie, sulla crescita economica e civile di un territorio.
Il Comune può attivare degli strumenti specifici per monitorare e indirizzare l’azione della macchina amministrativa in funzione della garanzia delle Pari opportunità. Può per esempio finalmente predisporre il Bilancio di genere sulla base della Piattaforma di azione stabilita dalla IV Conferenza Mondiale sulle Donne (Pechino/1995). Il bilancio di genere analizza e valuta la progettualità e gli impegni economico finanziari dell’ente locale nella direzione della agevolazione alle donne e alle famiglie. É prevista una prima fase di analisi del contesto e della domanda di servizi e una seconda fase dedicata all’offerta e alla progettualità per andare a potenziare i settori e gli ambiti dove si sono individuate le mancanze.
Nel bilancio si individueranno aree direttamente inerenti le pari opportunità (finanziamenti dedicati all’imprenditoria femminile o servizi dedicati) e aree che ricadranno indirettamente come benefici sul mondo femminile (come asili, luoghi di socialità, accorgimenti per la sicurezza)
Il bilancio di genere, quindi, renderà l’amministrazione più sensibile al tema delle pari opportunità, ridurrà le diseguaglianze, distribuirà meglio le risorse e agirà nella direzione della trasparenza e della partecipazione, principi fondamentali dell’attività amministrativa.
A livello nazionale questo particolare tipo di bilnacio non è normato ma citato nella DIRETTIVA SULLE MISURE PER ATTUARE PARITÀ E PARI OPPORTUNITÀ TRA UOMINI E DONNE NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE del 2007. I comuni di Siena, Vicenza e Torino, lo hanno già attivato insieme ad altre città italiane.
Altra azione che stiamo programmando nell’ottica dello “sguardo di genere” è dar vita al PIANO COMUNALE DEI TEMPI E DEGLI ORARI per rendere compatibile la vita lavorativa e familiare, in quanto riuscire a conciliare i tempi non può più essere considerata una questione privata ma in una città come Bari deve essere considerata una questione sociale.
La legge 53/2000 “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità per il diritto alla cura e per il coordinamento dei tempi della città” parla infatti di tempi della città e dell’obbligo per i comuni con più di 30000 abitanti di stilare il piano territoriale degli orari. Un ulteriore strumento per attuare i diritti di cittadinanza di tutti, uomini e donne, che ricadrebbe però in maniera più considerevole sull’organizzazione della giornata al femminile.
Conciliare per esempio gli orari di asili nido, scuole materne, ludoteche comunali, orari degli sportelli pubblici, orari dei trasporti è un obiettivo da raggiungere nella direzione delle pari opportunità e, in una visione più ampia, del miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini.
Ultimo punto, non per importanza, la formazione di una Consulta delle Donne, di cui si trova una traccia nel 2013 senza alcun seguito di attività. Le Consulte sono un importantissimo strumento di partecipazione previsto dallo Statuto Comunale, uno strumento troppo trascurato dalla attuale amministrazione.
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