“Eterotopia”, torna il TEDx

L’8 dicembre al Petruzzelli la conferenza-spettacolo sulle idee
La data è già segnata in rosso sul calendario: 8 dicembre. Il luogo è ancora una volta il Politeama Petruzzelli di Bari con i suoi circa 1.000 posti a sedere. I relatori sono stati scelti e la macchina organizzativa ha già scaldato i motori e iniziato a correre. Torna a Bari per il quarto anno consecutivo il TEDx, la conferenza – spettacolo sulle idee che vale la pena diffondere organizzata dall’associazione culturale Cu.Bo, presieduta da Davide Giardino.
Eterotopia è il tema: un concetto introdotto negli anni Sessanta dal filosofo francese Michel Foucault. Come suggerito dall’etimologia, l’espressione sta ad indicare dei luoghi altri: a differenza delle utopie, si tratta di luoghi realmente esistenti, ma costituiti da più spazi tra loro connessi e al tempo stesso incompatibili. Tra gli esempi citati da Foucault vi sono lo specchio, dove lo spazio irreale della nostra immagine riflessa appare sulla superficie reale del vetro riflettente; il cimitero, ovvero la città dei vivi che entra in contatto con quella dei morti; o ancora il museo, luogo dove il tempo è sospeso.
Con la direzione artistica di Vittorio Parisi, coordinatore del gruppo di sviluppo del tema, TEDxBari 2018 proverà, a suo modo, a esplorare le piccole e grandi eterotopie che scolpiscono il nostro quotidiano odierno: dalla città alla start-up, dal centro per l’immigrazione al piatto, dalla scuola ai meme, dal posto di lavoro all’intelligenza artificiale. Tutti luoghi – siano essi fisici, virtuali o simbolici – oggi sede o oggetto di conflitto politico, sociale, etico e culturale.
I biglietti saranno in vendita a partire dalla metà di ottobre sui circuiti ufficiali VivaTicket Dai 10 euro del loggione ai 31,50 euro per platea e palchi di primo ordine, cui vanno aggiunti i diritti di prevendita.
TEDXBari, la storia
La prima edizione di TEDxBari si è tenuta il 3 ottobre 2015 al teatro Margherita davanti a un pubblico di 100 spettatori (il regolamento TED impone un numero limite di spettatori per la prima edizione) più oltre 15mila contatti durante la diretta streaming gratuita. Al Margherita si alternarono 17 ospiti, tra relatori e artisti, che spiegarono il concetto di resilienza (questo il tema scelto) sotto diversi aspetti, dalla fisica alla diplomazia alla letteratura.
La seconda edizione si è tenuta il 26 novembre 2016 al Teatro Petruzzelli di Bari. Il tema scelto era di deserto inteso non solo come un luogo fisico, peraltro non così lontano da noi, ma come immagine ben radicata nella nostra mente che può assumere però senso in ambiti diversi trasformandosi in metafora della vita stessa. Con 12 ospiti, tra relatori e artisti, e l’esibizione a sorpresa di Vinicio Capossela, a Bari per la presentazione del suo nuovo tour, questa edizione ha fatto registrare il tutto esaurito.
Sempre il Politeama Petruzzelli di Bari ha ospitato la terza edizione del TEDxBari che registrato ancora una volta il tutto esaurito domenica 19 novembre 2017. Nel buio fantasmi colorati con gli occhiali da sole che si muovevano tra il pubblico a ritmo di musica eseguendo la performance Bulky di Alexandre Bavard ispirata alle forme dell’alfabeto georgiano e degli arabeschi hanno introdotto il pubblico nel viaggio attraverso il disordine degli 11 speaker invitati a Bari per stimolare il pubblico, provocare reazioni diverse e dimostrare come il disordine sia necessario per costruire processi creativi.
TEDxBari- la novità: I TEDxSalon
Giovedì scorso, intanto, circa duecento iscritti hanno partecipato al primo TEDxBariSalon dedicato a Le abitudini del futuro, sostenuto e ospitato dal Ciheam Bari, e che ha visto il pubblico dare vita a un interessante confronto con i relatori durato oltre un’ora alla fine degli interventi. Una nuova sfida, quella del Salon, lanciata per la prima volta in Puglia dall’associazione Cu.Bo sempre più intenzionata a portare avanti iniziative di divulgazione in grado di mettere in relazione speaker locali, nazionali e internazionali con il territorio e di favorire lo scambio e il confronto diretto tra realtà lontane e sconosciute in una prospettiva di crescita costante personale, professionale e scientifica. Quello affrontato è stato un vero viaggio tra sviluppo e innovazione, tra pregiudizi da combattere, rispetto delle risorse naturali e delle biodiversità e la diffusione su larga scala di imprese responsabili e sostenibili, anche grazie al ruolo della cooperazione.
Dalla SpirulinaK presentata da Danila Chiapperini della startup barese ApuliaKundi, considerata una valida alternativa nutritiva per l’alimentazione mondiale viste le sue proprietà nutritive e per la sostenibilità produttiva; all’importanza degli interventi di cooperazione e produzione agricola portati avanti attraverso politiche di sviluppo rurale tese a creare sinergie, dare fiducia e trasferire tecnologie in quei luoghi del mondo in fase di crescita che devono recuperare un forte gap, presentati dal responsabile dell’ufficio Pianificazione e Cooperazione del Ciheam Bari Biagio di Terlizzi.
E poi, la presentazione della startup 100% Made in Italy, Nutribees che rivoluziona il mondo del cibo a domicilio, sviluppando una realtà imprenditoriale capace di integrare in un’unica piattaforma innovativa le figure del nutrizionista e dello chef, e la consegna a domicilio. Un progetto con l’ambizione di risolvere, almeno in parte, in problemi futuri della società globale: sovraffollamento, obesità, malnutrizione. A parlare di come la collaborazione di queste figure sia fondamentale nello sviluppo di una dieta salutare è stato uno dei suoi co-founder, Mario Villani, tornato in Italia dopo diversi anni in Asia.
In conclusione la dottoressa Antonella Leone, ricercatrice del Cnr che cura da tempo il progetto GoJelly, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Horizon 2020, ha parlato di come la dieta mediterranea altro non è che il risultato delle migrazioni di popoli e prodotti. I nostri mari vedono un aumento esponenziale delle meduse, con un forte impatto sugli ecosistemi e sulle attività umane. La pesca delle meduse può creare economie anche nel Mediterraneo, come già accade in diversi luoghi del pianeta.
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