Alberobello, cittadinanza onoraria alla memoria di Marzulli

Il capo della Polizia locale di Bari in passato aveva svolto lo stesso ruolo nella Città dei trulli. Oggi la cerimonia
Grande commozione stamattina, sabato 16 giugno, nella sala consiliare Gianpiero De Santis del Comune di Alberobello per il conferimento della cittadinanza onoraria alla memoria del generale Nicola Marzulli.
Scomparso il 14 febbraio scorso all’età di 65 anni, Marzulli era comandante della Polizia locale di Bari, e, dal 1985 al 1988, aveva ricoperto lo stesso ruolo a capo dei vigili urbani di Alberobello.
Punto di riferimento per tutti gli agenti di Polizia locale e della comunità alberobellese, nella Capitale dei trulli tutti lo ricordano per le sue doti professionali e umane.
La cittadinanza onoraria alla memoria di Nicola Marzulli, a nome di tutta la comunità alberobellese, è conferita – come si legge nella motivazione letta dal sindaco Michele Longo – in relazione a un sentimento di profonda gratitudine nei confronti del generale «per il personale apporto al miglioramento della qualità della vita e della convivenza sociale attraverso il generosissimo impegno nel lavoro e per lo straordinario attaccamento e interessamento verso il paese e l’intera comunità di Alberobello. Gli alberobellei sono onorati ed orgogliosissimi di aver ricevuto il dono della aua preziosa e illuminata guida di comandante della Polizia locale che costituirà per sempre grande e vero esempio di educazione, cordialità e collaborazione con i cittadini e di ferma repressione della illegalità a tutela del paese».
Al Consiglio comunale e alla cerimonia di conferimento ha partecipato la famiglia del generale Marzulli: la signora Katya e le figlie Antonella e Marika. A consegnare le chiavi della città di Alberobello a Katya Marzulli è stato il sindaco della città metropolitana di Bari, Antonio Decaro: «Le chiavi della città sono il simbolo del legame solido che si crea con una comunità – ha detto il presidente nazionale dell’Anci –. Marzulli era un uomo giusto e di giustizia, ha servito lo stato con senso del dovere, con grande determinazione e con una straordinaria professionalità. Ha dimostrato che si può amministrare rispettando le regole: è questo l’insegnamento più grande che ci ha lasciato. Lui era una persona sempre un passo indietro rispetto alla comunità, non ha mai indossato la maglia numero 10, ma quella del mediano, eppure è sempre andato a segno. Io non so se da sindaco sarei riuscito a fare le cose che ho fatto se non avessi avuto Nicola Marzulli al mio fianco in questi anni». Il sindaco Decaro ha ricordato alcuni tra gli episodi che hanno visto Marzulli impegnato in prima linea come per esempio la lotta contro le fornacelle e la battaglia per far pagare il biglietto dell’autobus o per l’utilizzo del casco. «Sono sicuro che da lassù con la starà dando indicazioni a qualcuno – ha detto Decaro – non con l’autorità della divisa, ma con l’autorevolezza di chi interloquiva con le persone, del Generale con le persone, con i cittadini».
«Lo stretto legame con la comunità di Alberobello c’è sempre stato, l’affetto è immenso – hanno detto le figlie di Marzulli, Antonella e Marika – qui ci siamo sempre sentite a casa. L’affetto che Alberobello oggi ha dimostrato nei nostri confronti è reciproco».
Alla famiglia di Marzulli è stato donata una pergamena e un trullo, simbolo del paese patrimonio dell’Unesco.
Al Consiglio comunale e alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria alla memoria hanno partecipato il colonnello pilota Francesco Turrisi in rappresentanza del generale di squadra aerea Umberto Baldi, comandante di Presidio militare di Bari; il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Monopoli, Emanuele D’Onofri; il comandante della stazione dei Carabinieri di Alberobello, Sante Convertini; il comandante della Guardia di finanza della compagnia di Monopoli, Pietro Mazzarella; il comandante della Polizia locale di Bari, Michele Palumbo; l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Bari, Carla Palone e il vicepresidente del Consiglio comunale di Bari, Pasquale Finocchio.
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