Legnini: «La giustizia non può stare nelle tende»

Il vicepresidente del Csm oggi a Bari per l’emergenza del palazzo in via Nazariantz
«È evidente che nelle tende non si può amministrare la giustizia. Vogliamo dare un contributo alla individuazione della soluzione e alla sua rapida attuazione, stando al fianco della magistratura e dell’avvocatura barese».
Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, giunto oggi a Bari per incontrare i vertici degli uffici giudiziari dopo la situazione di emergenza del Palazzo di Giustizia in via Nazariantz, sede di Procura e Tribunale penale, e l’allestimento di tensostrutture per le udienze.
«Siamo qui per prendere visione della situazione e ascoltare – ha aggiunto -. Poi faremo quanto in nostro potere nelle sedi opportune per sollecitare soluzioni rapide».
Ad accompagnare Legnini nella tendopoli allestita nel parcheggio sterrato del palazzo di giustizia, i vertici degli uffici giudiziari baresi e rappresentanti dell’Associazione nazionale magistrati.
«Stiamo come in un ospedale in cui funziona solo il pronto soccorso con tutti i reparti chiusi» ha detto il procuratore Giuseppe Volpe, spiegando che dai prossimi giorni gli armadi con i faldoni saranno spostati a piano terra per alleggerire i carichi all’interno del palazzo e sarà stabilito un’accesso a rotazione nell’edificio del 50 per cento del personale.
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