La rete oncologica pugliese è realtà

La Redazione

Ieri insediamento ufficiale a Bari

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Si è insediata ufficialmente ieri la Rop, la rete oncologica pugliese. Entro la fine dell’anno saranno avviate le sottoreti dedicate alla patologia oncologica del polmone, della prostata, del colon, dell’utero e della mammella. Entro il 2019 invece, saranno attivate le sottoreti dedicate alla patologia oncologica del fegato, della vescica, del pancreas, dello stomaco, del melanoma, del rene e del testa/collo.

La Rop è stata insediata ufficialmente questa mattina a Bari, nel nuovo centro congressi della Fiera del Levante, dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

«Abbiamo fatto un lavoro e uno sforzo politico enorme per arrivare a questo risultato – ha detto il presidente Emiliano – oggi parliamo di cose fatte e non di cose che faremo. Quando sono diventato presidente ho trovato una totale disorganizzazione nel settore dell’oncologia. Ricordo che a Roma, quando sono andato per parlare della rete oncologica, mi hanno chiesto come mai in Puglia non ci fosse ancora. Adesso questa rete esiste e posso parlare dell’immenso lavoro fatto in questi due anni, dell’impegno, della vicinanza umana ai pazienti che costantemente tutti i protagonisti di questo processo hanno dimostrato. Grazie alla Rete oncologica abbiamo finalmente strategie e protocolli comuni. Non sarà più necessario andare fuori regione, in Lombardia o in Emilia, se non per casi di particolare gravità. Il perverso sistema nel quale il nord ha bisogno di portarci via i pazienti, oggi trova finalmente una risposta, la Rop. È stato un lavoro di generosità. Gli oncologi si sono prestati a costruire questa sinergia generosa, e questo è stato un gesto di grande intelligenza che ho molto apprezzato. Così come ho molto apprezzato anche una grande cittadinanza attiva che è sempre stata al nostro fianco, dandoci la giusta spinta e le giuste motivazioni».

Poi Emiliano ha voluto lanciare «un nuovo appello all’armonia tra tutti gli oncologi della Puglia per collaborare tra loro ed evitare i viaggi della speranza inutili».

«Abbiamo identificato quattro aree macroterritoriali con dei responsabili che sono stati nominati dagli oncologi che fanno parte dell’ambito territoriale – ha spiegato il direttore del Dipartimento regionale Politiche della salute Giancarlo Ruscitti – il cui riferimento è l’Oncologico di Bari, il nostro Irccs dedicato a queste patologie. Abbiamo intenzione di avere lo stesso protocollo in modo tale da curare in maniera uniforme tutti i pugliesi a prescindere dai territori. Stessa cura, stessa terapia, stessa assistenza. Dalla logica separatistica delle isole alla logica condivisa di una unità territoriale regionale».

«Dal Piano nazionale esiti – ha sottolineato il direttore – si è visto che una delle fonti principali di mobilità passiva per noi è proprio l’oncologia. Con la Rop noi abbiamo intenzione di curare i pugliesi in Puglia. In questa ottica, la decisione della giunta regionale di autorizzare l’Oncologica di Bari a fare una ricerca di mercato per mettere una protonterapia a Bari. Una macchina molto innovativa quindi, collocata in Puglia, che servirebbe tutto il meridione».

Nel corso della giornata dedicata alla presentazione della Rop, sono stati presentati anche i coordinatori operativi dei quattro dipartimenti Integrativi oncologici nei quali è stata divisa la regione, e cioè Evaristo Maiello, coordinatore operativo DIOnc della Capitanata, Antonio Moschetta, coordinatore operativo DIOnc del barese, Salvatore Pisconti, coordinatore operativo DIOnc dell’area jonico adriatica e Gaetano Di Rienzo, coordinatore operativo del DIOnc dell’area del salento. A loro il delicato e importante compito di assicurare, con l’aiuto dei gruppi di patologia locali, equità e prossimità di accesso alla prevenzione e alle cure.

 

 

 

 

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