A Bari, nei luoghi di Aldo Moro

La Redazione

La città ricorda lo statista ucciso 40 anni fa. Pietre d’inciampo formano un itinerario della memoria

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Oggi, giornata della memoria delle vittime del terrorismo, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, e i rappresentanti della federazione dei Centri studi Aldo Moro hanno partecipato alle cerimonie in ricordo del presidente Aldo Moro, nel quarantesimo anniversario del suo omicidio.

Alle ore 9.30 Antonio Decaro ha deposto una corona d’alloro presso il monumento commemorativo dedicato allo statista pugliese in piazza Moro.

«“La stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere” ci ha insegnato Aldo Moro – ha ricordato Decaro – ed è a questo senso del dovere che dobbiamo richiamarci tutti, oggi, nel nostro lavoro, nella nostra vita privata, nel ruolo che ricopriamo come rappresentanti delle istituzioni e nel nostro esercizio quotidiano di cittadinanza.

Un esercizio che dobbiamo insegnare ai nostri figli sin dalla più tenera età. E a questo proposito vorrei condividere con voi, in questa giornata in cui ricordiamo un uomo che ha dedicato la sua vita alla legge e alla formazione delle giovani generazioni, un’idea che da presidente dell’Associazione dei Comuni italiani ho proposto qualche settimana fa all’indirizzo del nuovo Parlamento: una proposta di legge sull’educazione alla cittadinanza nelle scuole italiane di ogni ordine e grado. Si tratta di educare le nuove generazioni ai principi costituzionali che consentano una crescita civile della società italiana attraverso le leve della coesione e dell’impegno civile, precondizioni culturali e morali necessarie per uno sviluppo sano del nostro paese».

«Aldo Moro ci ha insegnato – ha aggiunto – che la politica può e deve avere come obiettivo, primo e ultimo, il bene comune al servizio della comunità. Nella militanza politica lui vedeva il seme dell’Italia civile e democratica che aveva animato gli anni dell’Assemblea costituente e della nascita della Repubblica, non la violenza e il terrore della morte».

Alle ore 10.30 il sindaco ha deposto un’altra corona di alloro al colonnato del Teatro Piccinni, in corso Vittorio Emanuele, dove un targa ricorda il presidente Moro e gli uomini della sua scorta. A seguire sono state scoperte alcune delle pietre d’inciampo situate in luoghi simbolo dell’itinerario della memoria dell’onorevole Moro: all’ingresso della casa dove ha abitato con i genitori e i fratelli, in via Murat 51/f; all’Istituto d’arte Renato Moro, in viale Vittorio Veneto, dove è situato il busto del padre, inaugurato dallo stesso Aldo Moro nel 1961 e, ancora, alla parrocchia Santa Maria del Rosario, in piazza Garibaldi, frequentata dallo statista dal 1934 al 1946, quando fu eletto deputato dell’Assemblea Costituente.

«La morte dell’onorevole Moro, assieme a quella delle vittime del terrorismo, sono state tragedie non solo di singoli uomini e delle loro famiglie, ma di un intero paese» ha ricordato questa mattina il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano -. Aldo Moro non era solo l’uomo del dialogo, ma soprattutto un costruttore della buona politica. Un mite che ha pagato con la propria vita il furore ideologico di chi sognava la guerra rivoluzionaria.

Oggi, la lezione di Moro va proiettata nel presente, e naturalmente penso anche a queste settimane di cosiddetto stallo politico, che poco hanno a che fare con il bene del paese, al quale ha sempre guardato Aldo Moro. La mediazione morotea non fu un semplice compromesso tra partiti o la necessità di adattare gli equilibri politici italiani alla delicata situazione generata dagli “anni di piombo”, ma la costruzione della politica che ha il dovere di farsi carico delle richieste di tutti e dei singoli, uno per uno, perché come lui stesso diceva “ogni persona è un universo”».

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