​«A Bari il 77% dei sacchetti è irregolare». Il Codacons va in Procura

La Redazione

Esposto dell’associazione dei consumatori dopo indagine nelle città italiane

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A Bari il 77% dei sacchetti utilizzati dai banchi di mercato per imbustare frutta e verdura sarebbe «irregolare», come lo sarebbe anche il 72% delle buste utilizzate dalle frutterie della città.

Lo denuncia il Codacons, che ha realizzato una approfondita indagine nelle principali città italiane verificando la tipologia di buste fornite al di fuori dei supermercati.

Come noto, lo scorso 1° gennaio è scattato l’obbligo, previsto dal cosiddetto “Decreto mezzogiorno” (Decreto legge 20 giugno 2017 n. 91) di utilizzare ”bioshopper” come imballaggio primario per i prodotti di gastronomia, macelleria, pescheria, frutta verdura e panetteria. In sostanza, i sacchetti dovranno essere per legge biodegradabili e compostabili con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento.

Secondo l’indagine del Codacons, mercati e frutterie di strada continuerebbero «ad utilizzare sacchetti non in regola con la normativa vigente».

In base alla ricerca a campione realizzata dall’associazione, a Bari la percentuale più alta di irregolarità si riscontrerebbe «nei mercati locali, con il 77% dei banchi che utilizza sacchetti di plastica non biodegradabile (contro una media nazionale del 72,1%)». Nelle frutterie la percentuale di irregolarità scenderebbe «al 72% (67% la media nazionale)».

Secondo l’associazione dei consumatori, a questo andrebbero aggiunti anche le cosiddette buste “fallaci”, quelle, cioè, «spacciate per compostabile ma in realtà di plastica comune, riscontrate nel 9% dei banchi di Bari esaminati e nel 9% delle frutterie».

Sui banchi dei mercati solo il 14% dei sacchetti sarebbe risultato – stando alla ricerca – regolare, «cioè compostabile (biodegradabile in 3 mesi e trasformabile in fertilizzante compost), contro il 19% di regolarità delle frutterie».

Il Codacons ha così deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Bari, in cui si chiede il sequestro dei sacchetti non a norma e di “predisporre tutti i controlli necessari verificando ed identificando coloro che hanno operato con modalità illegittime, in violazione delle disposizioni di legge, anche nei confronti di coloro che avrebbero dovuto controllare”, valutando la chiusura degli esercizi commerciali coinvolti.

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