Pippo Baudo, monumento nazionale al Bif&st

Dopo sessant’anni di lavoro in tv, il conduttore rilancia: «Non sono ancora stanco». Sul palco abbraccio con Gianni Ciardo
«Il Bif&st è una manifestazione che coinvolge non solo Bari, ma tutta la Puglia grazie all’impegno di Felice Laudadio, grande cultore di cinema e di spettacolo». Con queste parole ha inizio la masterclass di Pippo Baudo al teatro Petruzzelli, che ci tiene a rendere merito a Laudadio, direttore artistico del Bari International Film Festival.
Tra tanti aneddoti e ricordi, prosegue l’incontro con lo storico presentatore, vero e proprio monumento nazionale della televisione italiana. «Sono sessant’anni che lavoro in tv – afferma Baudo – e la cosa strana è che non sono ancora stanco. Quando arrivò la televisione in Sicilia – ricorda – mi dicevo che sarei entrato dentro quella scatola. Sognavo il mondo dello spettacolo, ma mia madre mi diceva che ero un pagliaccio e voleva che facessi l’avvocato».
Da vero e proprio talent scout, Pippo Baudo ha elencato tutte le sue scoperte artistiche: da Loretta Goggi a Heather Parisi, dal Trio alla Smorfia, da Lorella Cuccarini a Beppe Grillo. In merito al comico genovese, attualmente promotore del Movimento 5 Stelle, Baudo ha aggiunto scherzando: «Ahimè, cosa ho combinato!».
Il presentatore elenca anche le sue scoperte pugliesi e si rammarica che il comico barese Gianni Ciardo non abbia raggiunto il successo che meritava. Proprio in quel momento, un grido si leva dal fondo della platea: è proprio il comico Ciardo che, tirato in causa, raggiunge il palco e abbraccia Pippo Baudo.
Sullo schermo vengono proiettate diverse clip dove il presentatore è alle prese con l’irriverente Vittorio Gassman, il divo Marcello Mastroianni, la grande Monica Vitti e l’eclettica Mariangela Melato.
Il presentatore non si risparmia in qualche critica all’attuale mondo televisivo italiano: «Oggi siamo stati rovinati dai format stranieri, soprattutto dai talent, che importiamo dall’estero, li traduciamo e li adattiamo all’Italia. Una volta ci sforzavamo di inventare programmi tv, per questo dobbiamo recuperare la nostra creatività. Credo che specialmente la tv di Stato debba dispensare cultura, altrimenti si imbarbarisce l’intero Paese».
«Un conduttore deve avere personalità e cultura – continua Pippo Baudo – e quando fa le domande deve usare un italiano ricco. Se un paese perde la purezza della propria lingua – aggiunge – perde tutta la propria identità».
Al momento della domande da parte del pubblico, un bambino chiede al presentatore cosa avesse provato quando è andato la prima volta in tv. Senza esitare, Pippo Baudo ha dichiarato: «Me la stavo facendo addosso!».
Il presentatore conclude l’incontro dicendo: «Sono figlio unico, ma mi ritengo figlio di tutti gli italiani».
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