Seu, Losacco interroga il ministro della Salute

La Redazione

Il deputato del Pd si rivolge a Beatrice Lorenzin dopo la morte della bimba di 2 anni. Controlli a Corato

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«Il nuovo caso di Seu, la sindrome emolitico-uremica che ha purtroppo provocato il decesso di una bimba di Corato necessita di essere adeguatamente tenuto sotto controllo dalle autorità sanitarie competenti. A tal proposito, ho predisposto una interrogazione parlamentare al Ministro della Salute, Lorenzin, di intervenire tempestivamente per supportare le strutture sanitarie pugliesi anche con l’aiuto dell’Istituto Superiore di Sanità per affrontare questa delicata questione».

È quanto annuncia l’onorevole del Pd, Alberto Losacco.

«Da giugno – prosegue il deputato barese – sono cinque i casi registrati con due decessi e in Puglia la casistica è purtroppo significativa come ci ricordano i 23 casi del 2003. Per queste ragioni è indispensabile avviare una capillare azione informativa al fine di adottare tutte le misure di profilassi e prevenzione anche perché il livello di preoccupazione tra la popolazione è molto cresciuto».

La bimba di Corato, di quasi due anni, era stata ricoverata mercoledì sera all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. Nonostante le terapie messe in atto dal personale sanitario, è deceduta ieri pomeriggio intorno alle 15.

Avviati i controlli
Intanto, come prevede il protocollo, in città sono stati avviati i controlli nel settore lattiero-caseario e in quello della carne. Gli ispettori sanitari hanno iniziato a prelevare i campioni di vari prodotti che poi verranno inviati nei laboratori accreditati dell’Arpa Puglia o dell’istituto zooprofilattico per essere analizzati.

Attraverso le analisi si punta a individuare l’origine del batterio che ha favorito lo sviluppo dell’infezione letale. L’indagine epidemiologica è però in una fase embrionale e al momento non vi è alcun riscontro. I primi risultano dovrebbero arrivare nei prossimi giorni, non prima di una settimana.

È poi stata ulteriormente innalzata l’allerta nei confronti di pediatri e ospedali che dovranno segnalare tempestivamente eventuali sintomi riconducibili alla sindrome emolitico-uremica nei loro pazienti.

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