Pronto intervento aperto solo mezza giornata

Carenza di medici a Conversano, Casamassima, Santeramo in Colle, Castellana Grotte, Rutigliano e Giovinazzo. Montanaro: «Decisioni sofferte»
Il direttore generale dell’Asl Bari, Vito Montanaro, le definisce, con due giorni di preavviso, «decisioni sofferte». E chissà come le definirebbero i pazienti, alle prese con una sanità sempre più lontana dalle loro aspettative.
L’Azienda sanitaria locale ha programmato, in attesa della riconversione totale dei punti di Primo intervento territoriali (Ppit), a partire dal 1° luglio il dimezzamento dell’orario di apertura dei punti territoriali di Conversano, Casamassima, Santeramo in Colle, Castellana Grotte, Rutigliano e Giovinazzo.
Non saranno aperti più tutto il giorno, ma solo 12 ore.
La decisione è stata presa, si giustifica l’Asl, «in considerazione della grave carenza di medici (27 medici) da adibire nel settore dell’emergenza urgenza a causa della quale si determina nell’attuale organizzazione un detrimento sulle postazioni Mike che garantiscono la costante copertura sanitaria del territorio di appartenenza a fronte dell’attività svolta nei Ppit in cui si registra un basso numero di accessi giornalieri».
«Nel dettaglio – spiega il direttore generale – la riduzione da h24 ad h12 dei punti di Primo intervento territoriali nei comuni di Conversano, Casamassima, Santeramo in Colle, Castellana Grotte, Rutigliano e Giovinazzo non comporterà il venire meno dell’assistenza territoriale e primaria».
Questo perché, precisa l’Asl. «nel Comune di Conversano, di Casamassima, di Santeramo in Colle, oltre la presenza h12 del Ppit è garantita la presenza h24 dell’ambulanza medicalizzata (in gergo Mike) che ha a bordo un medico e un infermiere professionale oltre ad un autista soccorritore».
Nei comuni di Castellana Grotte e Giovinazzo – aggiunge l’Azienda sanitaria – oltre presenza h12 del Ppit, è garantita la presenza h24 dell’ambulanza non medicalizzata (in gergo India) che ha a bordo un infermiere, due soccorritori ed un autista, anch’egli soccorritore» E a Rutigliano, si giustifica l’Asl, si «rileva la presenza h12 del Ppit, ed una vicinanza dalla struttura ospedaliera di Triggiano pari a circa 10 chilometri».
«Sulla base di quanto previsto dal decreto ministeriale 70/2015 e dalla legge di Stabilità 2016 l’Azienda sanitaria provinciale – scrive Montanaro – avrebbe dovuto in base alle determinazioni regionali riconvertire entro il 31 maggio 2017 i Ppit in postazioni medicalizzate di 118 h24 attraverso un percorso che privilegi la garanzia sia di condizioni di sicurezza per i pazienti e per gli operatori, sia l’evoluzione delle strutture da convertire verso moderni ed efficienti modelli di riqualificazione. Tale ri-organizzazione fino ad oggi è stata rinviata al fine di mantenere nei territori interessati la stessa continuità nell’erogazione delle prestazioni sanitarie cosa che purtroppo oggi non può essere mantenuta vista la grave carenza di medici anche in considerazione dell’approssimarsi della stagione estiva e in virtù della complessità e della vastità del territorio di riferimento della Asl Bari».
«Si tratta di scelte sofferte – commenta il direttore generale – ma che si rendono necessarie per le oggettive condizioni di carenza di personale medico a cui si collega direttamente la sicurezza delle prestazioni sanitarie offerte e quindi la tutela dei pazienti».
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