Cronaca

Il disastro ferroviario fu causato da “plurimi errori umani”, non solo del capostazione

La Redazione
L'inchiesta, coordinata dal procuratore Giannella, vede indagate 13 persone e Ferrotramviaria per i reati, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose plurime e omissione dolosa di cautele contro infortuni
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Nella mattina di mercoledì alcuni famigliari delle 23 vittime del disastro ferroviario del 12 luglio si sono dati appuntamento innanzi al Palazzo di Giustizia di Trani per chiedere un incontro con i magistrati che si occupano dell’inchiesta.

Ieri, l’incontro in Procura tra i sostituti procuratori e la Polizia, convocato per valutare le migliaia di elementi di prova e accertare le responsabilità del disastro che provocò anche 50 feriti.

Dal summit è emerso che la strage ferroviaria avvenuta sulla linea Andria-Corato fu causata da “plurimi errori umani”, forse compiuti “da più di tre” dipendenti della società. Errore dunque non imputabile solo al capostazione di Andria che avrebbe dato erroneamente il via libera al treno ET1021 diretto verso Corato, poi scontratosi frontalmente sulla tratta a binario unico, con il treno ET1016 partito da Corato. Gli inquirenti non scartano la possibilità che ci siano altre responsabilità a più livelli all’interno di Ferrotramviaria.

A distanza di un anno dalla tragedia si analizzano competenze, responsabilità di tutte le persone interessate, all’epoca dei fatti, all’interno di Ferrotramviaria. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Giannella, vede indagate 13 persone e la stessa Ferrotramviaria per i reati, contestati a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose plurime e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

Insieme all’errore umano si cerca di capire se il sistema del blocco telefonico, ritenuto dai pm “obsoleto e insicuro”, abbia contribuito a causare l’incidente e in quale misura.

In pratica, con il blocco telefonico, i capistazione si scambiano dispacci per segnalare la partenza e l’arrivo dei treni. Tale sistema è però ritenuto dagli inquirenti talmente “obsoleto”, tanto da non essere più ammesso tra i sistema di sicurezza. Oltretutto, a detta degli inquirenti, si tratta di un sistema in contrasto con la normativa vigente in tema di sicurezza sui binari.

venerdì 16 Giugno 2017

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