Regione: «Nessuna emergenza Seu»

La Redazione

Tavolo di crisi dopo la morte della bambina di 15 mesi: «Contaminazione probabilmente deriva da uso non corretto di latte crudo»

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Su indicazione del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, si è riunito ieri pomeriggio nella sede della Regione Puglia in via Gentile, il tavolo di crisi regionale sulla sicurezza alimentare.

Il vertice è stato convocato dopo la morte a Bari di una bambina di 15 mesi, colpita da Seu (Sindrome emolitica uremica). Il tavolo di crisi è presieduto dal direttore del Dipartimento Politiche della salute e benessere sociale, Giancarlo Ruscitti. Al termine della riunione, alla quale hanno partecipato rappresentanti della Asl Bari, del Policlinico, dell’Arpa Puglia, dell’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata, dell’osservatorio epidemiologico e dei Nas, si è convenuto – riporta una nota della regione, che «allo stato attuale non c’è nessuna emergenza Seu in Puglia».

«Ci sono due casi confermati di sindrome emolitica uremica (di cui un caso è relativo alla bambina deceduta) e un caso sospetto con sintomi molto lievi, entrambi ricoverati all’Ospedale Giovanni XXIII di Bari – riporta la Regione -. I casi arrivano dalla città di Altamura. Probabilmente la contaminazione deriva dall’uso non corretto di latte crudo che non può essere assolutamente utilizzato per l’alimentazione umana se non previo trattamento termico».

La Regione Puglia, tramite i suoi organi competenti, la Asl di Bari, l’istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata e l’Arpa, sta monitorando la situazione che in questo momento «non desta preoccupazione».

La Asl di Bari ha preallertato i pronto soccorsi in modo che vi sia un’attenzione particolare su casi anche lievi di gastroenterite emorragica in tutte le classi di età, per controllare l’insorgenza di eventuali nuovi casi e trattarli precocemente.

«Si raccomanda vivamente alla popolazione che tutti gli alimenti vanno consumati previa adeguata cottura per ciascuna categoria, evitando di somministrare prodotti crudi in specie ai bambini in età pediatrica» sottolinea la Regione.

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