Puglia, boom export di vino: +18,2%

Volume d’affari a 100 milioni di euro. I dati divulgati da Coldiretti a Vinitaly
Straordinario risultato del settore del vino in Puglia. Nel 2016 ha fatto segnare un +18,2% di crescita delle esportazioni e un volume d’affari di oltre 110 milioni di euro.
Il dato è stato divulgato in occasione di Vinitaly, la fiera internazionale di settore in corso a Verona.
«Oltre al balzo in avanti dell’export, trend in continua crescita, si stima che il vino offra durante l’anno straordinarie opportunità di lavoro – dice il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – tra quanti sono impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi. Sono 87mila gli ettari vitati e una produzione di 14milioni di quintali uva da vino e 8,7 milioni di ettolitri».
Grande exploit della Puglia dei rossi, degli spumanti e dei vini rosati che in 3 anni registrano un balzo record del +122% (fonte UIV), rappresentando il 40% della produzione nazionale con oltre 1 milione di bottiglie l’anno. In sintesi 1 bottiglia su 4 di rosé Made in Italy è pugliese. Sempre i rosati fanno registrare una crescita dei consumi superiore al 13%, in controtendenza rispetto al dato generale, secondo il quale negli ultimi 50 anni il consumo di vino è sceso da 70 litri pro capite all’anno a 36-37 litri e la media continua a scendere dell’1% annuo.
Inaspettatamente la Puglia vive il boom degli spumanti, dove grande è la capacità di innovazione dei produttori pugliesi che hanno puntato, soprattutto, sulla distintività e sul legame con il territorio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale, facendo concorrenza a territori storicamente imbattibili.
Ad oggi sono 6 le Igp (Indicazioni geografiche protette) Tarantino, Valle d’Itria, Salento, Murgia, Daunia, Puglia e 29 i vini pugliesi Dop (Denominazione di origine protetta) che detengono un valore inestimabile, intrinseco al prodotto agroalimentare ed alla professionalità imprenditoriale, che va salvaguardato a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti regionali sul mercato globalizzato.
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