L’Edificio della memoria presenta “Fiore”

La Redazione

Martedì doppia proiezione al Cineporto e al Tribunale in via Crispi con l’attrice Daphne Scoccia

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L’Edificio della memoria, progetto di legalità rivolto alle scuole di tutta la Puglia, anche quest’anno porta il cinema al tribunale di Bari e raddoppia con una tappa al Cineporto di Bari in collaborazione con Apulia Film Commission-Regione Puglia.

Il prossimo incontro è in programma martedì 14 marzo con la proiezione del film Fiore di Claudio Giovannesi. Per l’occasione era prevista la presenza dell’attore protagonista Josciua Algeri, recentemente scomparso in un incidente stradale. L’evento sarà un’occasione per ricordarlo. Interverrà l’attrice protagonista Daphne Scoccia, alle ore 9 al Cineporto di Bari e alle ore 15 al Tribunale in via Crispi (VI piano, aula dell’Ordine degli avvocati).

I prossimi appuntamenti
La rassegna continua con altri tre appuntamenti in doppia proiezione, al Tribunale e al Cineporto di Bari: il 5 aprile è in programma Due euro l’ora, ospite il regista Andrea D’Ambrosio; il 28 aprile il film Mustang, regia di Deniz Gamze Erguven e il 9 maggio Un posto sicuro, ospite il regista Francesco Ghiaccio.

La sesta edizione
Il tema della nuova edizione de “L’edificio della memoria” è Vite Spezzate, progetto sulla legalità nelle scuole ideato da Giancarlo Visitilli, presidente della cooperativa I bambini di Truffaut e dai magistrati Lilli Arbore e Marco Guida.
La sesta edizione coinvolge più di 20 scuole di tutta la regione. Gli studenti nel corso dei laboratori incontrano in classe testimoni diretti della storia recente e saranno coinvolti attivamente, con la guida di tutor (giornalisti, avvocati, magistrati, artisti), nella produzione di inchieste, corti cinematografici, racconti e rappresentazioni teatrali. Alla fine di un percorso che li porta a conoscere la “storia del presente”.

Il progetto ha come obiettivo l’impegno della memoria e la necessità di ricordare per formare i cittadini del domani. Vite spezzate, un nome e un aggettivo, che insieme formano un ossimoro. Le vite spezzate sono quelle dei bambini e degli adolescenti abbandonati a se stessi, degli uomini e delle donne privati dei loro diritti e caricati di un peso che spesso li sottomette all’obbedienza di regole e comportamenti che spezzano quel legame naturale con le leggi dello Stato.

L’edificio della memoria è nato nel 2011, su iniziativa dell’Associazione nazionale magistrati di Bari e con la collaborazione dell’Ordine degli Avvocati di Bari, della Cooperativa i Bambini di Truffaut e la partecipazione di numerose altre associazioni no profit.

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