Lipu: «Animali selvatici più a rischio con neve e gelo. Chiudere la caccia»

Appello consegnato ai presidenti di Puglia e Basilicata. Numerosi i casi di bracconaggio
Neve e gelo da giorni dominano tutto il territorio della Basilicata e della Puglia oltre che dell’intero Centro-Sud, con temperature in picchiata e terreni ricoperti per buona parte dalla neve e dal ghiaccio.
«Anche il mondo della natura, come le popolazioni umane, sta vivendo un periodo difficile – sottolinea la Lega italiana protezione uccelli -. Le temperature rigide e i terreni ricoperti di neve rappresentano condizioni estreme, fatali per gli uccelli ed i mammiferi selvatici, i quali hanno serie difficoltà a reperire il cibo ed a trovare rifugi idonei».
Nelle aree che man mano nei prossimi giorni saranno più libere dalla neve e dal ghiaccio si concentreranno molti animali alla disperata ricerca di cibo e di temperature più sopportabili. Questo – spiega la Lipu – esporrà gli animali a un maggior rischio, saranno più vulnerabili e quindi facile bersaglio di cacciatori.
«Ma con il maltempo anche la piaga del bracconaggio ha vita ancora più facile – sollinenea ancora l’associazione ambientalista -. Nei giorni scorsi una rara Moretta tabaccata è stata impallinata sul litorale di Zapponeta, mentre un’Oca collorosso, specie minacciata tipica delle aree russe e spinta nelle nostre zone dal gelo artico, è stata abbattuta sulla laguna di Lesina sotto i binocoli di ornitologi. Appostamenti per la caccia di frodo sono realizzati sulla costa, nell’immediato entroterra e perfino all’interno della Riserva delle Saline di Margherita di Savoia! Ed è solo la punta dell’iceberg: di molti altri episodi di bracconaggio, enormemente facilitato dalle condizioni climatiche che stiamo vivendo, non se ne ha notizia anche perché la vigilanza venatoria è scarsa».
La legge nazionale 157/92 sulla tutela della fauna omeoterma prevede, illustra la Lip, «il divieto dell’attività venatoria sui terreni coperti in parte o totalmente dalla neve (art. 21, lettera m) ma ciò non basta date le estreme ed inusuali condizioni climatiche di questo periodo. Il termometro ha segnato per molti giorni valori al di sotto dello zero con punte minime proibitive per tante specie già provate da molti fattori negativi».
La Lipu chiede sia garantito alla fauna selvatica «una minima possibilità di recupero e sopravvivenza per agevolarne la migrazione e la preparazione alla stagione riproduttiva».
Da qui l’appello ai presidenti delle regioni Basilicata e Puglia affinché emanino con urgenza un provvedimento di chiusura anticipata della caccia: «Molti sarebbero gli animali che si potrebbero salvare, compensando le numerose perdite dovute al gelo e alla mancanza di cibo».
L’associazione chiede, infine, di intensificare i controlli sul territorio per scongiurare ulteriori, facili mattanze causate dai cacciatori di frodo.
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