Silvana Kühtz a Spine per il solstizio d’inverno

Il 21 dicembre “Le parole sono piante”, concerto sensoriale con l’autrice barese
Il 21 dicembre si festeggia il solstizio d’inverno con Le parole sono piante, un concerto sensoriale con la voce in parola di Silvana Kühtz nella sede natalizia della libreria temporanea Spine, in via Palazzo di Città 45 alle 20.30.
Gli assaggi di cui parla Silvana Kühtz non sono sempre veri assaggi da gourmet, ma piccoli frammenti di senso da assaporare con tutti i sensi spesso poco esercitati al piacere dell’ascolto profondo. Il metodo sensoriale di Silvana Kuhtz è tale per cui le parole vengono estratte dalla pagina scritta con la distillazione della voce parlata e sono così in grado di suscitare emozioni, sensazioni e di far accadere cose sempre nuove. Questa esperienza proposta per il solstizio d’inverno è un viaggio alla riscoperta delle percezioni sonore, visive, uditive, dell’attenzione alle piccole cose, la magia è tutta qui: nella comunicazione silenziosa ed elegante che riesce, tra le altre cose, a fare a meno della vista e a valorizzare unicamente la percezione sonora.
Un autentico ribaltamento dei sensi, si riesce a vedere con le orecchie: una sorta di cecità apparente in cui si vede con la propria immaginazione. Le dimensioni amplificate del percepire e del percepirsi si dispiegano, aiutate dalla diffusione di profumi e aromi e sorprese sempre nuove. Il concerto sensoriale è un format itinerante pensato per dedicarsi del tempo e seminare l’amore per la poesia nei luoghi più disparati, giocando con i sensi, che amplificano nello spettatore il viaggio del sentire. Un dialogo intimo e delicato tra parole e assaggi per condurre il pubblico in una nuova dimensione cinestetica.
L’autrice
Silvana Kühtz, barese, dalla formazione scientifica e umanistica. Laureata al Politecnico di Bari, con un dottorato britannico all’Imperial College e formatasi nel Regno Unito, negli Stati Uniti e Italia sui temi della comunicazione e della performance attoriale. È ricercatrice all’università della Basilicata nel Dipartimento delle Culture europee e del Mediteranneo, dove dal 2006 ha inventato e tiene il corso “Linguaggi, futuro e possibilità”. Nel 2014 ha vinto il premio Gatto con la sua silloge 30 giorni una Terra e una Casa, poi pubblicato da Campanotto (Ud), e nel 2016 è stata finalista al premio Inedito delle colline torinesi con una sua nuova silloge.
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