Nasce la Rete per la Salute ambientale e riproduttiva

La Redazione

Clinici e ricercatori di diverse regioni d’Italia uniti nell’EcoFoodFertility

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È nata venerdì a Bari la rete nazionale EcoFoodFertility: un modello di rete interdisciplinare per la salute ambientale e riproduttiva che coinvolge clinici e ricercatori di diverse regioni d’Italia, appartenenti a centri di ricerca, ospedali, università a sostegno del progetto di ricerca EcoFoodFertility, nato da quell’area della Campania tristemente nota come “Terra dei Fuochi”.

L’atto costitutivo durante il VIII Meeting in Modern Trend in Andrologia e Riproduzione Assistita, presieduto dal prof. Luigi Chiappetta.

La rete che si caratterizza nel panorama nazionale per l’attenzione prioritaria rivolta ai fattori di rischio ambientali, alimentari e dello stile di vita. Ciò in coerenza all’indirizzo del progetto di ricerca, già esecutivo in Campania e, a breve, nelle tante aree ambientali critiche d’Italia come Taranto, Brescia-Caffaro, Gela, Bussi sul Tirino-Popoli, Piombino, Sassuolo, Val di Sacco.

La rete intende, spiega una nota, «non solo avviare ad esecuzione il progetto secondo il protocollo scientifico nelle aree d’intervento individuate ma anche avviare un’operazione diretta, in linea con il Piano nazionale per la fertilità, di educazione alla salute riproduttiva, attraverso un gruppo di scuole pilota individuate nelle aree del progetto».

«Il principio ispiratore – commentano dalla rete – è nel concetto che la fertilità, da proteggere, in particolare, nella fase più vulnerabile quale è l’età adolescenziale (importante finestra espositiva), è un presidio per la prevenzione primaria. Tale intervento non riguarda solo le patologie riproduttive, ma anche quelle cronico-degenerative, dall’ipertensione al cancro, che interessano l’adulto nella generazione presente ed in quelle future, passaggio quest’ultimo, sul quale l’attenzione della società è ancora superficiale, nonostante i richiami autorevoli della comunità scientifica internazionale».

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