Referendum, apre la sede del coordinamento per il “No”

La Redazione

taglio del nastro ieri in via Calefati 10. presto incontri e dibattiti

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È stata inaugurata ieri a Bari, in via Calefati 10, la sede del coordinamento Le cittadine e i cittadini per il No al referendum costituzionale del 4 dicembre. Aderiscono comitati, associazioni e singole personalità che condividono il riferimento alla Carta Costituzionale come valore e garanzia della comunità nazionale.

Presenti i promotori e numerosi simpatizzanti, che hanno espresso idee e proposte per portare avanti la campagna referendaria nel corso di una lunga discussione pubblica, come gli studenti universitari di Lettere, che hanno richiesto seminari informativi per capire meglio gli aspetti tecnici della riforma e le ragioni del “No”; tra le iniziative in programma, i gazebo informativi in 100 piazze della provincia.

«Questa sede è un luogo aperto a tutti e plurale – spiega Enzo Lavarra, tra i promotori del coordinamento – che vuole rappresentare un punto di riferimento per i vari movimenti del coordinamento e singole personalità; la nostra iniziativa, infatti, ha una dimensione regionale, vuole parlare a tutti i territori, proprio perché la riforma penalizza le prerogative delle regioni. A breve, inoltre, avvieremo una campagna di raccolta fondi per sostenere la campagna referendaria, aprendo un conto corrente. Purtroppo il “Sì” ha ingenti risorse, che noi non abbiamo, ed è necessario quindi il contributo di tutti, in modo volontario anche nella sede».

«Avere un luogo di riferimento comune aumenta le possibilità di azione – afferma il professor Luigi Volpe, docente di Diritto costituzionale dell’Università di Bari Aldo Moro e anch’egli promotore del coordinamento –. Il referendum è un tema molto tecnico e va spiegato con un linguaggio accessibile, attraverso iniziative itineranti e utilizzando materiale informativo chiaro e adeguato: dobbiamo chiarire le ragioni del “No” in modo semplice e fruibile da tutti i cittadini. Questa riforma – conclude Volpe – è un furto alla democrazia, alla rappresentanza e al pluralismo e trasformerà il governo in uno strumento padronale a discapito dei diritti dei territori».

Sulla stessa linea un altro dei promotori, il professor Nicola Colaianni, docente di Diritto ecclesiastico all’Università di Bari Aldo Moro: «Organizzeremo molti incontri per strada e nelle piazze, tra i cittadini, nei luoghi aperti al pubblico: è necessario riprendere la vigilanza democratica, che negli ultimi tempi purtroppo si è allentata».

Presenti, tra gli altri aderenti, Cinzia Capano, Tea Dubois e il professor Franco Chiarello, che hanno sottolineato il rischio che il governo possa sopprimere o allargare in modo del tutto discrezionale le autonomie regionali, sulla base di criteri non trasparenti.  

Tra le prossime iniziative in Puglia per discutere del referendum, lunedì alle ore 17 all’Hotel Palace a Bari si confronteranno Pierluigi Castagnetti per il “Sì” e Roberto Zaccaria per il “No”, mentre il 18 novembre alle ore 17 alla Cittadella della Cultura di Bari si terrà la manifestazione Costituzione, regionalismo, lavoro, organizzata da Anpi, Cgil e Arci, che vedrà la partecipazione, tra gli altri, della segretaria generale della Cgil Susanna Camusso e a cui aderisce il coordinamento “Le cittadine e i cittadini per il No”.

Informazioni sul sito web www.lapugliavotano.it e sulla pagina Facebook La Puglia Vota No.

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