Operaio ucciso per errore, ergastolo per Battista

La Redazione

La vittima, Giuseppe Mizzi, fu scambiata per un affiliato a un clan. Nel processo abbreviato altre 58 condanne

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Il Tribunale di Bari ha condannato il barese Antonio Battista all’ergastolo per l’omicidio di Giuseppe Mizzi, l’operaio ucciso per errore il 16 marzo 2011 a Carbonara.

La sentenza è stata emessa al termine del processo celebrato con rito abbreviato nell’aula “bunker” di Bitonto.

Battista, ritenuto affiliato al clan Di Cosola, era accusato di essere il mandante del delitto. Mizzi fu vittima di uno scambio di persona: il vero obiettivo – hanno ricostruito gli inquirenti – era un membro di un clan rivale.

Il giudice per l’udienza preliminare, Sergio Di Paola, ha accolto la richiesta dal pubblico ministero della Dda Federico Perrone Capano e ha riconosciuto l’aggravante mafiosa, condannando Battista al massimo della pena.

Per lo stesso omicidio, nel 2014, il processo di appello aveva confermato le condanne in primo grado, emesse con rito abbreviato, nei confronti dei presunti esecutori materiali: Emanuele Fiorentino (20 anni di reclusione) e Edoardo Bove (13 anni e 4 mesi).

Le altre condanne
Nel processo abbreviato in cui era contestato l’omicidio Mizzi, sono state emesse altre 58 condanne. Le pene sono comprese fra i 20 anni e i 6 mesi di reclusione. Tra i condannati, Antonio Di Cosola (6 anni), e sua moglie Rocca Palladino (un anno e 2 mesi).

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