Linfomi, in Puglia 8.500 casi

La Redazione

Domani la giornata mondiale. Linfovita onlus. «Ridare una speranza oggi è possibile»

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Una vita ad ostacoli, anche dopo la guarigione. Il linfoma, infatti, porta più di un paziente italiano su 4 a smettere di lavorare e provoca un significativo peggioramento del proprio stile di vita in più di un caso su 3. Disturbi che continuano a insidiare i pazienti anche dopo la guarigione, come segnalato in più di un caso su 2.

È il quadro che emerge dall’indagine “Oltre il linfoma”, realizzata e diffusa dall’Associazione nazionale Linfovita onlus in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sul linfoma, che si celebra domani in tutto il mondo per informare la popolazione sui linfomi: tumori del sangue con cui oggi convivono oltre 150mila italiani e quasi 8.500 persone in Puglia.

Parte oggi anche la campagna nazionale “Non bruciare il tempo, mettilo a fuoco – Uno scatto contro il linfoma”: promossa dall’Istituto italiano di fotografia e Roche, coinvolge i centri ematologici italiani in un concorso per trasformare il valore del tempo di chi vive da vicino l’esperienza di un tumore del sangue in immagini d’autore e foto amatoriali. Pazienti, famigliari, amici, medici e personale sanitario possono inviare tramite Whatsapp (al numero 331 1634628), entro il 31 dicembre, una frase o una fotografia sul tema del valore del tempo, che racconti – tramite parole o immagine – quello che si farebbe se si scoprisse inaspettatamente di avere 3 ore di tempo in più.
Una giuria selezionerà 5 frasi vincitrici che saranno trasformate in immagini d’autore dai professionisti dell’Istituto Italiano di Fotografia: questi scatti, insieme alle più belle foto amatoriali partecipanti al contest, abbelliranno le sale dei Centri ematologici partecipanti all’iniziativa. Scatti che poi nel 2017 abbelliranno le sale dei centri ematologici partecipanti con l’obiettivo di rendere l’ambiente quanto più possibile confortevole.

«Ansia, sbalzi d’umore, stanchezza, perdita del lavoro e mancanza di un sostegno psicologico: abbiamo indagato – commenta Davide Petruzzelli, presidente Associazione Linfovita onlus – i principali ostacoli e i bisogni degli italiani che vivono un linfoma, chiedendolo a chi ha vissuto e superato la malattia. Quello che emerge, però, è che un’esperienza di linfoma non si supera mai del tutto, anche dopo la guarigione. È un dato preoccupante se si considera che nei linfomi, grazie ai progressi terapeutici, la percentuale di lungo sopravviventi può essere superiore al 60% e solo una qualità di vita accettabile è la vera e definitiva liberazione dalla malattia».

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