Bari celebra Capocasale, il biancorosso “invincibile”

La Redazione

Celebrato in Comune centenario della nascita dell’atleta

0 commenta

Si è tenuta ieri mattina, a Palazzo di Città, la cerimonia per il centenario della nascita di Francesco Capocasale, ex calciatore e allenatore della squadra del Bari. Nel corso della manifestazione il sindaco Antonio Decaro ha consegnato ai figli dell’atleta barese, Nicola, Mimmo e Paola, una targa in ricordo del padre.

Alla cerimonia organizzata dal presidente della commissione Culture e sport, Giuseppe Cascella, hanno partecipato il presidente dell’Unione italiana sport per tutti, Elio Di Summa, i giornalisti Gianni Antonucci, Michele Salomone ed Enzo Tamborra, e Lorenzo Catalano, figlio dell’indimenticato calciatore biancorosso Biagio.

«Oggi – ha dichiarato Antonio Decaro – vogliamo ricordare non solo l’impegno sportivo, ma la passione dell’uomo e i valori sani che contrassegnarono tutta la sua vita e la sua carriera, da calciatore e da allenatore, con la speranza che quei valori che un tempo animavano lo sport possano tornare ad essere l’anima della passione di tanti ragazzi che oggi si avvicinano alle varie discipline sportive. La targa commemorativa, che consegno con grande piacere ai familiari di Capocasale, non è quindi un semplice riconoscimento alla memoria di un grande uomo, ma un omaggio alla città intera».

«Un uomo eccezionale, una vera bandiera del mondo calcistico barese» ha ricordato Giuseppe Cascella. Capocasale era chiamato “Franceschino”, ma poteva vantare innumerevoli altri soprannomi: “Paletta” per la potenza del suo tiro o “l’invincibile” perché non ha mai subito l’onta di una retrocessione della propria squadra. «Con lui – ha aggiunto – la squadra del Bari ha ottenuto i migliori piazzamenti di sempre durante le stagioni di fine degli anni ‘40». Capocasale è stato uno dei pochissimi calciatori laureati: «Un campione dello sport, quindi, ma anche un modello di riferimento per le successive generazioni».

«Il mio ricordo più nitido di Capocasale – ha continuato Gianni Antonucci, giornalista storico della squadra del Bari – è il debutto di questo straordinario calciatore nel campionato di serie A, quella fredda domenica del 3 gennaio 1937. Io ero un bambino e, intirizzito dal freddo, assistevo a quella partita. Il Bari non era capace di sbloccare il risultato contro l’Alessandria, ma nella ripresa l’ala sinistra, un giovanotto della Città Vecchia chiamato Franceschino, salta di testa più in alto di tutti e segna il gol vittoria, una rete strepitosa. L’entusiasmo sulle gradinate dello stadio era tale che caddi e mi procurai parecchie sbucciature alle ginocchia. Ma ero felice, davvero. Questa mattina, comunque, voglio ricordare anche un’altra gloria del Bari, Biagio Catalano, e ci piacerebbe intitolare i settori dello stadio San Nicola ai giocatori, ovviamente nati a Bari, che hanno fatto grande questa squadra».

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!