Su il sipario, c’è Bari-Cittadella. Stellone: «Daremo tutto»

Nicola Palmiotto

Al San Nicola domani esordio in campionato per il nuovo Bari di Giancaspro. Abbonamenti a quota 8mila

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Il Cittadella, nel bene e nel male, ha segnato la recente storia del Bari. Dal «Ma tu stavi a Bari-Cittadella?», la partita dei 51 paganti nel 2002 che marcava la delusione dopo gli anni d’oro in serie A, a Bari-Cittadella del 2014,  quella della «meravigliosa stagione fallimentare» e di una città innamorata pazza della propria squadra di calcio. Nemmeno la sfida contro i veneti di domani sera (inizio alle 20.30) si sottrarrà al copione con il battesimo in campionato del vascello di Mino Giancaspro, costruito da Sean Sogliano e timonato da Roberto Stellone.

«Sono emozionato, la prima ha sempre un sapore particolare, soprattutto quando la si fa in uno stadio importante – ha spiegato Stellone in conferenza stampa -. Anche la squadra sta diventando importante».

È uno Stellone molto motivato e capace di trasmettere fiducia quello che si presenta ai nastri di partenza del campionato di serie B. Una certezza che gli arrivi di Ivan e Furlan hanno contribuito ad aumentare sensibilmente. «Gli ultimi due arrivi sono giocatori di qualità e di quantità, ci daranno una grande mano. Sono soddisfatto del mercato, abbiamo quasi due giocatori per ruolo. Adesso aspettiamo un difensore centrale che sappia fare il terzino», ha aggiunto.

Di fronte ci sarà il Cittadella che Stellone dimostra di aver passato al microscopio. «Hanno stravinto la Lega Pro, cambiato poco e mettendo qualche giocatore importante. Vivono l’entusiasmo per la promozione. Il modulo con cui si schierano gli concede la possibilità di avere più uomini in mezzo al campo e gli darà più possesso palla. Ma le partite non si vincono solo con il possesso palla. Se sono di più in mezzo al campo da qualche altre parte saranno di meno. Perciò noi dobbiamo sfruttare bene le fasce ed essere molto intelligenti. Sarà una partita in cui bisogna avere pazienza e capire quando attaccare. Dovremo scendere in campo organizzati, dare tutto come abbiamo promesso ai tifosi. Loro sputeranno sangue in curva e noi lo faremo in campo».

Se servirà sfruttare bene le fasce chissà che l’allenatore romano non lanci Furlan già dal 1’. Più difficile ipotizzare il resto della formazione, l’unica certezza è la defezione di Di Cesare: «Ha lavorato a parte tutta settimana non sarà disponibile – spiega l’allenatore -. Lunedì faremo altri accertamenti per vedere se il problema alla coscia è migliorato. Ivan e Furlan? Sono ben allenati. Deciderò se farli giocare tutti o due o uno solo. O magari a partita in corso».

Sicuri del proprio posto sono al momento Micai, Sabelli, Martinho e Moras, a cui Stellone ha affidato la fascia di capitano; tutto il resto è invece in ballottaggio. «Per le prime 12-13 partite ruoterò i giocatori – aggiunge Stellone -. Non parliamo di riserve ma di giocatori che partiranno dall’inizio e altri no».

In attesa di capire le ultime evoluzioni del mercato «serve un portiere forte, chissà che non arrivi una ciliegina», Stellone ha salutato Marino Defendi e Giovanni Di Noia: «In bocca al lupo a Marino. In 40 giorni ho visto un giocatore e un uomo serio, che ha dato il massimo in ogni allenamento sia in campo che nello spogliatoio», svelando un retroscena sul suo addio: «Furlan doveva venire a prescindere. A Defendi è stato offerto un triennale. È stata una decisione presa di comune accordo». Su Di Noia invece: «Abbiamo scelto di mandarlo a giocare non perché non meritava, è una scelta decisa con intelligenza».

In caso di nuovi arrivi a centrocampo, qualcuno partirà mentre Castrovilli è destinato a rimanere biancorosso anche in caso di arrivo di un nuovo attaccante: «Castrovilli me lo tengo, può fare la punta o l’esterno di attacco», ha osservato Stellone.

Per il mercato però c’ancora tempo. Adesso serve partire bene in campionato, sfruttando la carica dei tifosi che dimostrano di credere nel lavoro, magari lontano dai riflettori ma molto concreto, di Mino Giancaspro. Infatti gli abbonamenti sono arrivati a quota 8mila e domani sera il San Nicola potrebbe offrire davvero un bel colpo d’occhio.

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