Telegrafo torna in carcere

Era tornato in libertà a maggio per un fascicolo incompleto. Nei giorni scorsi eseguiti altri ordini di carcerazione
Nella serata di mercoledì la Polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Donato Telegrafo, 39 anni, ritenuto dagli investigatori al vertice del clan Telegrafo, accusato di essere il mandante del tentativo di omicidio di Giuseppe Mercante, a capo dell’omonimo sodalizio criminale barese.
Il provvedimento cautelare, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribibale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, richiama integralmente l’analoga misura, notificata lo scorso maggio, ad Arcangelo Telegrafo, di 24 anni, fratello di Donato, e Tonino Rizzo, di 32.
Telegrafo era tornato in libertà lo scorso maggio per un fascicolo incompleto. È stato rintracciato dagli agenti della Squadra Mobile in un appartamento del quartiere San Paolo.
Sempre nei giorni scorsi, la Polizia ha inoltre eseguito cinque ordini di carcerazione, emessi dalla Procura generale della Corte d’Appello di Bari.
Tre soggetti erano già detenuti: Vito Chiumarulo, 37 anni (deve espiare, per cumulo con altre condanne, 19 anni e 9 mesi di reclusione), Stefano Daddario, 31 anni (condannato a un anno e 4 mesi di reclusione) e Giulio Marino, 33 anni (condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione) e Michele Vuolo, 33 anni, (condannato a 10 anni di reclusione). Accompagnato in carcere Vito Rocco Monteleone, 28 anni (condannato a 5 anni di reclusione).
Il provvedimento costituisce l’epilogo giudiziario dell’operazione “Hinterland”, portata a termine dalla Squadra Mobile di Bari, il 5 novembre del 2010, con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 92 persone, ritenuti membri del clan Di Cosola. Tutti gli indagati furono condannati, con pene diverse, in primo grado e in appello.
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