Bari, i conti non tornano. Giancaspro contro Paparesta

Avrebbe voluto versare 4,4 milioni di euro per ripianare i debiti del club. «Ma la mia proposta non è stata presa in considerazione né messa in votazione da Gianluca Paparesta»
Avrebbe voluto versare 4,4 milioni di euro nelle casse del Bari per ripianare i debiti e, di conseguenza, sarebbe diventato proprietario del 90% della società. E avrebbe anche esibito un assegno con questa cifra. Ma il molfettese Cosmo Antonio Giancaspro, socio di minoranza del club biancorosso, sarebbe stato “stoppato” da Paparesta. «La mia proposta – ha affermato ieri all’Ansa – non è stata presa in considerazione né messa in votazione da Gianluca Paparesta”».
Quei soldi sarebbero stati il frutto di una vera e propria strategia, che avrebbe consentito al Bari di uscire dalla condizione di negatività, che in questo momento rischia di mettere in discussione lo stato di salute del club, ha un passivo di 4,5 milioni di euro.
Una strategia che Giancaspro illustra con precisione. Prima ci sarebbe stata «la riduzione del capitale sociale da 2 milioni a zero, in conseguenza delle perdite accumulate dall’attuale gestione fino al 30 aprile 2016; contemporaneamente l’aumento del capitale sociale a 4,9 milioni, con sottoscrizione contestuale da parte del socio di minoranza per l’importo complessivo di 4,4 milioni; infine la riduzione del capitale sociale alla somma di 2 milioni, in modo da ripianare definitivamente le residue perdite di 2,9 milioni e ripristinare la medesima misura del capitale sociale preesistente alle perdite accumulate dall’attuale gestione».
La proposta, «sebbene regolarmente formulata, verbalizzata e supportata dall’emissione di un assegno di importo tale da ricostituire integralmente il capitale sociale – ha concluso Giancaspro – non è stata presa in considerazione, né messa in votazione da Gianluca Paparesta».
L’assemblea straordinaria dei soci, invece ha deliberato di accettare la “mozione Paparesta”. Trattasi di un “aumento a pagamento del capitale sino all’ammontare di 7,5 milioni di euro”. In sostanza i soci potranno ricapitalizzare nelle rispettive percentuali (95% e 5%) entro una certa data: il 21 giugno. L’operazione consentirebbe – afferma il Bari in un comunicato – di «coprire ampiamente le perdite provvisoriamente registrate e predisporre una solida base economica su cui programmare le iniziative future».
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