BGeek, Roberto Recchioni racconta il suo John Doe

Lo sceneggiatore romano ospite ieri del festival del fumetto al Palaflorio
Nella seconda giornata del BGeek, ospite d’onore è stato Roberto Recchioni, sceneggiatore romano, ideatore di tanti personaggi e attuale curatore di Dylan Dog.
L’incontro, tenutosi presso la sala conferenze del Palaflorio di Bari, è stato incentrato su John Doe, fumetto creato dallo stesso Recchioni insieme a Lorenzo Bartoli, fumettista prematuramente scomparso.
«Tredici anni fa abbiamo fatto un buon lavoro, io e Lorenzo, in una parte della vita in cui c’era tanta incoscienza – ha spiegato Recchioni – e rivedere adesso John Doe, rieditato dalla Bao Publishing, è stato come aver ritrovato Bartoli».
Lo sceneggiatore romano spiega come il successo di John Doe sia stato un «trampolino di lancio incredibile, in quanto è stato anche un fumetto che ha anticipato i tempi».
«A quei tempi – ricorda Recchioni – ero fissato con le serie tv americane, così nel fumetto ho voluto metterci quel tipo di linguaggio, insieme a riferimenti alla cultura pop. John Doe quindi è stato concepito come un personaggio in divenire, risultando una costante provocazione in ambito narrativo. Lo accosto, infatti, un po’ a Dylan Dog che, quando uscì, tutti si accorsero che era un fumetto completamente diverso dai precedenti, in quanto aveva per protagonista un antieroe che provocava e spiazzava il lettore ad ogni pagina».
L’autore romano racconta anche del suo attuale lavoro come curatore di Dylan Dog: «Oggi ho ricevuto questo incarico perché Tiziano Sclavi (autore di Dylan Dog, ndr) era un assiduo lettore di John Doe, così ho potuto portare tutta la mia esperienza nella Sergio Bonelli Editore».
L’incontro si conclude con Recchioni che annuncia di essere in continua ricerca di nuove sfide diverse e che, nonostante avesse giurato di non scrivere più nessun’altra storia di John Doe dopo il 99mo albo, è ritornato al lavoro sul personaggio che lo ha consacrato con l’appellativo di “rockstar del fumetto italiano”.
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