Referendum, anche i monumenti dicono “sì”. Le immagini

Cartelli collocati da Greenpeace in prossimità di busti e sculture in tutti Italia. A Bari in largo Eroi del Mare
Un cartello con la scritta “Per fermare le trivelle io voto Sì” è apparso accanto a busti, statue e sculture in dieci principali città italiane.
Così i volontari di Greenpeace hanno dato voce ai monumenti del Belpaese in vista del referendum del 17 aprile sulle trivelle.
Chiaro l’intento del messaggio. «La bellezza dell’Italia è incompatibile con le fonti fossili, e se il nostro patrimonio storico-artistico “potesse votare” non avrebbe dubbi, sceglierebbe un’Italia senza trivelle» sostengono gli ambientalisti.
I volontari di Greenpeace hanno dato voce ai monumenti di Roma, Torino, Genova, Firenze, Pisa, Milano, Venezia, Perugia, Urbino, Bari. nel capoluogo pugliese, scelto il busto di Giuseppe Mazzini in largo Eroi del Mare.
«Il 17 aprile c’è in gioco anche l’identità del nostro Paese», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. «Dobbiamo decidere se i nostri mari sono un giacimento di fonti fossili o un tesoro da valorizzare per economie strategiche come il turismo, la pesca, l’alimentazione. Dobbiamo decidere se valgono di più le esigue quantità di idrocarburi che oggi si estraggono nelle nostre acque o la bellezza dei paesaggi costieri e l’integrità del Mediterraneo, culla della nostra cultura. Chi ama il mare lo protegge, e il 17 aprile vota Sì per fermare le trivelle».
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