«Il futuro è rinnovabile»

La Redazione

Retenergie, Banca Etica e No Triv in tour per dire "Sì" al referendum del 17 aprile. Il 5 aprile tappa a Bari

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Promuovere un diverso modello di produzione energetica da contrapporre al modello fossile, oligopolistico e inquinante.

È partito il 31 marzo da Reggio Calabria il tour organizzato da Cooperativa Retenergie, in collaborazione con Banca Popolare Etica e il Coordinamento nazionale No Triv.

Martedì 5 aprile tappa a Bari. Nella sede di Banca Etica, in via Ottavio Serena 30, in programma un incontro pubblico cui parteciperanno Daniela Patrucco, vicepresidente di Retenergie, Rosanna Rizzi dei No triv e Chiara Candela, direttrice della filiale di Bari di Banca Etica.

L’iniziativa ha lo scopo di sostenere il “Sì” al referendum del 17 aprile e bloccare il rinnovo delle concessioni esistenti per attività di ricerca e estrazione di idrocarburi nelle aree marine protette e entro le 12 miglia dalle coste.

«Sempre più il futuro sta nell’energia rinnovabile e sempre più l’energia torna a essere patrimonio collettivo – dichiarano gli organizzatori -. Le fonti fossili ci hanno portato sull’orlo della catastrofe ambientale e le speculazioni finanziarie hanno comportato la perdita dei risparmi di molti cittadini. In questo scenario è necessario opporsi con decisione al progetto di continuare a trivellare i nostri mari alla ricerca di altro petrolio e gas e perseguire la massima trasparenza e sostenibilità degli investimenti».

Daniela Patrucco, vicepresidente di Retenergie, seguirà tutte le tappe del tour. «L’estrazione e la produzione di energia da fonti fossili richiede grandi investimenti e quindi suggerisce un modello economico che promuove l’oligopolio – commenta -. Le rinnovabili suggeriscono un modello economico distribuito, dove il ruolo dei singoli cittadini e delle comunità è più rilevante, perché ciascuno può contribuire alla costruzione di un modello energetico più sostenibile, investendo in efficienza energetica, dotandosi di un impianto fotovoltaico, aderendo a una cooperativa di produzione energetica e infine acquistando l’energia così prodotta».
 

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