De Gregori “personalizza” Bob Dylan al Teatroteam. Le immagini

Giovanni Boccuzzi

Bari tappa dell'"Amore e furto Tour 2016"

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Era il 1974 quando Francesco De Gregori, insieme a Fabrizio De Andrè, si approcciava alla traduzione e all’adattamento italiano di Bob Dylan. La canzone era Via della povertà (Desolation row) che ha aperto ieri il concerto dell’Amore e furto Tour 2016 in scena al Teatroteam di Bari.

Dopo il secondo brano, Acido seminterrato (traduzione di Subterrean homesick blues), De Gregori prende la parola: «Ho deciso di omaggiare Dylan, traducendolo personalmente, e per questo di tanto in tanto do una sbirciata ai testi dal leggio. Per le mie canzoni – continua – posso cambiare le parole durante i concerti e voi non ve ne accorgete neanche, ma per Bob Dylan non posso perché non vorrei che mi facesse causa».

Con Non è buio ancora e Servire qualcuno, rispettivamente traduzioni di Not dark yet e Gotta serve somebody, prosegue il tributo al “menestrello di Duluth”, che raggiunge l’apice quando il cantautore romano imbraccia la chitarra e intona Non dirle che non è così (If you see her, say hello), inserita nel 2003 come colonna sonora del film Masked and anonymous di Larry Charles.

Dopo Mondo politico (Political world), Un angioletto come te (Sweetheart like you) e Come il giorno (I shall be released) De Gregori chiude la prima parte del concerto dedicata a Bob Dylan.

Il secondo tempo si apre con A Pa, canzone dedicata a Pier Paolo Pasolini e arrangiata con un intenso assolo di armonica. Seguono le energiche L’agnello di Dio e Adelante, adelante!. Con Santa Lucia, brano molto amato da Lucio Dalla, il cantautore romano (che ha inserito in coda alla canzone il tema di Com’è profondo il mare) chiede al pubblico di alzarsi in piedi per una standing ovation in onore dell’amico scomparso.

Francesco De Gregori continua l’esplorazione del proprio repertorio, imbracciando la chitarra e cantando senza sosta L’angelo, Generale, Buonanotte fiorellino, Vai in Africa Celestino!, La ragazza e la miniera e Titanic.

Chiudono il concerto I muscoli del capitano, L’abbigliamento di un fuochista, Pablo e Rimmel, brani che hanno fatto la storia della canzone d’autore italiana di cui De Gregori è uno dei principali esponenti.

Il pubblico lo acclama, così il cantautore romano torna sul palco: «È bellissimo – afferma – suonare ancora la musica che ho scritto per tanti anni, e cantarla tutta insieme questa sera per voi». De Gregori si congeda con l’immancabile La donna cannone e con Fiorellino #12&35, versione riarrangiata di Buonanotte fiorellino, in cui si sentono le influenze di Bob Dylan, e in particolare di Rainy day women #12&35.
 

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