I sindacati scrivono al capo della Polizia: «Bari porta d’Oriente, servono uomini e mezzi»

Documento congiunto delle otto sigle degli agenti consegnato ad Alessandro Pansa, oggi in Prefettura
Non solo annunci, strette di mano e luci delle telecamere. La conferenza regionale per la sicurezza, tenutasi oggi in Prefettura alla presenza del ministro Alfano e dei vertici delle forze dell’ordine, è stata anche occasione per ribadire le difficoltà in cui operano gli operatori di pubblica sicurezza.
I sindacati degli agenti hanno consegnato una nota congiunta al capo della Polizia, Alessandro Pansa. Nel documento le otto sigle sindacali evidenziano «la gravissima situazione in cui versa la provincia di Bari sotto il profilo della criminalità» e richiedono l’assegnazione di maggiori risorse, soprattutto di personale.
«Siamo l’unica voce interna che non ha interesse a fingere che le cose vadano bene e che la situazione sia sotto controllo – si legge nel documento – e non sarà mai troppo presto quando il “centro” si renderà conto che le segnalazioni delle organizzazioni sindacali rappresentano la prova del nove rispetto ai rapporti patinati trasmessi dalle strutture territoriali».
«È vero – spiegano i sindacati – che nell’ultimo biennio si è riscontrato un significativo aumento dei trasferimenti di personale verso i presidi di Polizia in questa provincia, ma è anche vero che questo aumento non basta a compensare le perdite determinate dai pensionamenti e dai trasferimenti da questa ad altre sedi né a risolvere il problema dell’elevatissima età media. Il personale in entrata, infatti, è per la maggior parte anziano e spessissimo non è proficuamente utilizzabile nei servizi più operativi, soprattutto quelli di Volante (Upgsp) e di contrasto alla criminalità diffusa (Squadra mobile)».
Per i sindacati di Polizia, la questione nodale, però, «non è solo l’endemica e inquietante carenza di personale, mezzi e divise, bensì la sottovalutazione delle trasformazioni di questa realtà provinciale che negli ultimi anni ha assunto il ruolo di città metropolitana con forti connotazioni internazionali che la rendono a tutti gli effetti la porta italiana ed europea verso l’Oriente. Ecco perché rimaniamo attoniti rispetto al mancato rafforzamento di fondamentali presidi di polizia frontaliera come il porto e l’aeroporto di Bari, veri e propri avamposti dell’azione di prevenzione del terrorismo internazionale, sovraccaricati nell’ultimo decennio da un incremento esponenziale del traffico di merci e passeggeri, molti dei quali provenienti da aree extra Schengen».
«Anche la presenza di Cie e Cara – sottolinea il document o – rappresentano un ulteriore impegno quotidiano per le forze di polizia, che trascende dalla mera attività di vigilanza attesi il rischio di infiltrazioni terroristiche e il costante pericolo rappresentato delle frequenti rivolte che hanno richiesto un massiccio intervento di operatori per essere sedate, come capitato solo qualche giorno addietro».
Desta proccupazione anche l’incremento delle rapine ai portavalori «compiute con tecniche militari in pieno giorno e lungo arterie stradali ad alta densità», gli attacchi ai trasporti di tabacchi lavorati esteri, l’espansione del fenomeno degli assalti ai bancomat «(che ha costretto Poste Italiane a sospendere i servizi di prelevamento di denaro durante il fine settimana e nelle fasce serali e notturne)», i furti sistematici di rame («che obbliga le Ferrovie del Sud Est a tenere in deposito le motrici elettriche e a muovere i treni con le vecchie motrici a nafta»). Atti criminalii che «richiedono sforzi ben superiori sotto il profilo della prevenzione e della repressione investigativa, che al momento sono semplicemente impossibili vista la penuria degli uomini e dei mezzi a disposizione».
E così. denunciano i sindacati dei poliziotti, «l’encomiabile lavoro svolto dall’Upgsp, dalla Squadra Mobile, dai commissariati e dalle specialità, senza comunque dimenticare l’apporto di tutti gli altri uffici provinciali, rischia di annacquarsi già solo davanti alla portata di un fenomeno incontrollabile come quello dei reati predatori, i cui dati non lasciano spazio a interpretazioni di comodo: a Bari e Provincia, nell’anno 2015 le rapine agli uffici postali sono aumentate del 33% e quelle agli esercizi commerciali del 22,02% rispetto all’anno precedente».
«Riteniamo – aggiungono – che alcune delle citate manifestazioni delittuose possano essere debellate anche attraverso un incisivo lavoro di intelligence, superando una preoccupante tendenza di scindere in maniera netta il fenomeno della associazione di tipo mafioso e i reati cosiddetti minori. La nostra esperienza sul campo ci spinge a non condividere le semplificazioni fatte negli ultimi tempi, che portano ad etichettare la criminalità in terra di Bari come fenomeno a “geometria variabile” e frastagliato tra clan».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito