Viados, lirica di un amore solitario al Duse. Le immagini

La comapgnia Onirica Poetica Teatrale apre una breccia sul mondo dei trans brasiliani
Luci di lampeggianti illuminano la scena d’apertura di Viados, spettacolo teatrale che apre una breccia sul mondo dei trans brasiliani.
Scritto, diretto e interpretato da Vito Latorre, Viados è stato portato in scena al Teatro Duse di Bari dalla compagnia Onirica Poetica Teatrale, composta da Francesco Lamacchia e Antonio Repole, a cui si è aggiunta Mariella Lippo, proveniente da esperienze con il Teatro Osservatorio.
«L’idea – spiega il regista Vito Latorre – parte da un fatto di cronaca di 5 anni fa. La cosa che, prevalentemente, mi aveva colpito era questa profonda solitudine intorno a questo mondo. Una solitudine che chi gestisce la cronaca decide di far venire alla ribalta soltanto perché ci sono degli interessi più grandi, poi tutto ritorna com’è. Oggi, infatti, è come se nulla fosse accaduto, se loro non esistessero più, se chi è morto non è morto».
Protagonista principale e vittima del misfatto è la transessuale brasiliana Nina, “colpevole di aver messo a nudo il lato oscuro del sesso maschile e del potere”. In balia degli psicofarmaci e dell’alcol, Nina è la rappresentante di un mondo frequentato da vip, calciatori e pezzi grossi, che pagano profumatamente per concedersi una notte a base di sesso e cocaina.
Di Nina, il regista evidenzia «la solitudine e il desiderio di vivere un amore femminile che, nonostante la libertà sessuale, le viene negato». La protagonista, infatti, vive di sogni, messi in scena attraverso parentesi oniriche e decantati con i versi del poeta francese Jean Genet.
Lo spettacolo è valorizzato dalle scelte musicali (Ancora ancora ancora e Bugiardo e incosciente di Mina in primis, ma anche Se perdo te e Sentimento di Patty Pravo), dalle scenografie e i costumi curati da Rossella Ramunni, dal disegno luci di Maurice Pilorge, e da Rosemina Gadit, collaboratrice progettuale di Viados.
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