Viados, lirica di un amore solitario al Duse. Le immagini

Giovanni Boccuzzi

La comapgnia Onirica Poetica Teatrale apre una breccia sul mondo dei trans brasiliani

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Luci di lampeggianti illuminano la scena d’apertura di Viados, spettacolo teatrale che apre una breccia sul mondo dei trans brasiliani.

Scritto, diretto e interpretato da Vito Latorre, Viados è stato portato in scena al Teatro Duse di Bari dalla compagnia Onirica Poetica Teatrale, composta da Francesco Lamacchia e Antonio Repole, a cui si è aggiunta Mariella Lippo, proveniente da esperienze con il Teatro Osservatorio.

«L’idea – spiega il regista Vito Latorre – parte da un fatto di cronaca di 5 anni fa. La cosa che, prevalentemente, mi aveva colpito era questa profonda solitudine intorno a questo mondo. Una solitudine che chi gestisce la cronaca decide di far venire alla ribalta soltanto perché ci sono degli interessi più grandi, poi tutto ritorna com’è. Oggi, infatti, è come se nulla fosse accaduto, se loro non esistessero più, se chi è morto non è morto».

Protagonista principale e vittima del misfatto è la transessuale brasiliana Nina, “colpevole di aver messo a nudo il lato oscuro del sesso maschile e del potere”. In balia degli psicofarmaci e dell’alcol, Nina è la rappresentante di un mondo frequentato da vip, calciatori e pezzi grossi, che pagano profumatamente per concedersi una notte a base di sesso e cocaina.

Di Nina, il regista evidenzia «la solitudine e il desiderio di vivere un amore femminile che, nonostante la libertà sessuale, le viene negato». La protagonista, infatti, vive di sogni, messi in scena attraverso parentesi oniriche e decantati con i versi del poeta francese Jean Genet.

Lo spettacolo è valorizzato dalle scelte musicali (Ancora ancora ancora e Bugiardo e incosciente di Mina in primis, ma anche Se perdo te e Sentimento di Patty Pravo), dalle scenografie e i costumi curati da Rossella Ramunni, dal disegno luci di Maurice Pilorge, e da Rosemina Gadit, collaboratrice progettuale di Viados.
 

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