Grano estero, controlli della Forestale. Coldiretti: «Tracce di micotossina»

Presidio questa mattina allo scalo portuale. In sette mesi sbarcato un milione di tonnellate di frumento. Esposto di Codacons all'Antitrust
Ancora presidi al porto di Bari a favore del grano italiano. Centinaia di agricoltori pugliesi iscritti alla Coldiretti hanno manifestato contro l’arrivo, in Italia, di frumento estero.
Carichi di grano appena sbarcato sono stati esaminati dal Corpo forestale dello Stato. Gli agenti, dopo il controllo dei documenti hanno condotto analisi all’interno della postazione mobile con un kit “Agrastrip”, una metodologia innovativa.
In un caso – riferisce Coldiretti – un campione è risultato positivo al test, presentando aflatossine, le tossine prodotte da funghi.
I campioni sono stati consegnati alla Asl Bari; le analisi di conferma saranno effettuate dal laboratorio dell’Arpa Puglia. Sarà verificata anche la presenza di metalli pesanti.
«La nostra manifestazione intendeva accendere i riflettori sull’effettiva qualità del grano straniero – denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – che dopo un lungo periodo di navigazione nelle navi sbarca in Puglia per produrre pasta e pane senza alcuna indicazione in etichetta della reale origine. Se il grano è contaminato da micotossine, risultano contaminati anche pane e pasta perché sono resistenti alle alte temperature. Non meno preoccupante la contaminazione da Deossinivalenolo (DON). I parametri europei relativi ai limiti di DON (1750 ppb) sui cereali utili all’alimentazione umana sono quasi “doppi” rispetto a quelli imposti in Canada (1000 ppb). In altre parole in Europa e, quindi, anche in Italia è commestibile e può essere somministrato anche ai bambini ciò che in Canada non va bene neppure per gli animali».
In sette mesi, da luglio 2015 a febbraio 2016, riferisce la Coldiretti, è stato scaricato a Bari un milione di tonnellate di grano, arrivato da Canada, Turchia, Argentina, Singapore, Hong Kong, Marocco, Olanda, Antigua, Sierra Leone e Cipro. Frumento, denuncia l’associazione di categoria, a volte «triangolato da porti europei e utilizzato dai trasformatori per fare pane e pasta “Made in Italy”, con il “granaio Italia” che rischia di scomparire».
Contemporaneamente il prezzo del grano pugliese è sceso del 25 per cento. Al dettaglio, invece, si registrano aumenti dei listini dei prodotti lavorati. Il prezzo del pane, denuncia il Codacons, ha subito «un ricarico del 1600% durante il processo di trasformazione del grano, mentre per la pasta il ricarico raggiunge una media del +400%».
L’associazione di tutela dei consumatori si rivolge all’Antitrust. Un esposto sarà depositato domani all’autorità nazionale per la concorrenza.
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