Una montagna di cibo. L’Adoc contro lo spreco alimentare

L'associazione dei consumatori ha sostenuto la terza Giornata nazionale di prevenzione
Mentre 900 milioni di persone soffrono o muoiono letteralmente di fame, in Italia lo spreco di cibo domestico, dalla dispensa di casa al frigorifero, dai fornelli al bidone della spazzatura, ovvero 650 grammi circa di cibo sprecato a famiglia, come illustra il Rapporto Waste Watcher. Una montagna di cibo e di risorse naturali sprecate, montagne e montagne di rifiuti da dover riciclare. Sempre per l’Italia, infatti, lo spreco genera 30 milioni di tonnellate di immondizia.
Si è celebrata venerdì la terza Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. Per L’Adoc si tratta, innanzitutto, di un problema culturale e “industriale”. «Se fino a quarant’anni fa – commenta l’associazione di tutele dei consumatori -, in buona parte del Paese, l’obiettivo era mettere un piatto a tavola ogni giorno, la globalizzazione ha portato a un aumento generale dei livelli di benessere e l’offerta – anche di alimenti – è aumentata: in numero e varietà. Così sempre più spesso ci si ritrova ad accumulare scorte che non sono eterne e che diventa difficile smaltire, per chi consuma almeno un pasto al giorno fuori casa».
Oggi quasi nove consumatori italiani su dieci predilige fare la spesa nei grandi ipermercati, a scapito delle piccole botteghe, dei mercati rionali e delle salumerie (solo il 9%). Si comprano soprattutto alimenti a lunga conservazione. Meno di un italiano su tre, infatti, fa la spesa una volta a settimana (27%). Cresce invece la quota di chi si reca al supermercato con maggiore frequenza per comprare quantità ridotte di cibo e garantirsi la freschezza degli stessi e ridurre gli sprechi.
L’85% dei consumatori è consapevole dell’importanza dell’imballaggio rispetto alla conservazione del prodotto, per il 64% l’imballaggio è addirittura “indispensabile”. «Inoltre abbiamo ben capito – aggiunge l’Adoc – che per non sprecare è meglio fare la spesa più spesso (il 69% la fa ogni due o tre giorni) e leggere la data di scadenza nelle etichette (il 91% dei consumatorio lo fa per abitudine)».
«Studiare meglio le cause e i comportamenti dei consumatori – dichiara Vanessa Giannotti, dell’associazione dei consumatori pugliesi – è il primo passo per garantire linee di condotta adeguate di prevenzione dello spreco. Infatti, vari studi dimostrano che gli italiani, a livello domestico, sprecano effettivamente circa 13 miliardi di euro ogni anno come rilevato da un recente studio dell’Università di Bologna».
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