In scena le vite di Winehouse e Bukovski

La Redazione

Alla cantautrice dedicato lo spettacolo in scena venerdì e sabato all'Abeliano. La storia dello scrittore protagonista al Kismet sabato e domenica

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Da un lato un nuovo mito della musica, morto giovanissimo, dall’altro un mito della letteratura che, con la parola e non solo, ha sempre un po’ sfidato la vita.

I Teatri di Bari propongono un weekend vario per la prima settimana di febbraio. All’Abeliano, venerdì e sabato alle 21, la compagnia Teatro dei Borgia presenta Volevo essere Amy Winehouse di e con Elena Cotugno per la regia di Gianpiero Borgia e le musiche di Pappaceccio.

Al Kismet, sabato 6 e domenica 7 alle 21, arriva il Blue Bird Bukowski nella riscrittura di Riccardo Spagnulo, con la regia di Licia Lanera e con protagonista Vito Signorile e Mary Dipace.

«Se dici Amy dici droga. E invece sono due cose molto diverse – scrive la compagnia Teatro dei Borgia -. Ma che fine ha fatto il suo talento, unico, raro, fragile, vero, potente e indimenticabile? Che fine hanno fatto quella voce nera, profonda, che le permetteva di surfare tra le note come una campionessa imbattibile? Dopo Jim Morrison, Freddy Mercury, Janis Joplin, Bob Marley, lei è l’ultima di una serie di icone per giovani e giovanissimi. Nel monologo, il racconto della vita della cantante si intreccia alla storia personale di una fan, entrambe in lotta con le forze opposte del talento e della dipendenza, dove l’eccesso tutto annienta senza però riuscire a cancellare il genio. Ma alla fine cosa resta, se non la ricerca della propria autenticità?».

Frutto di un incontro tra generazioni lontane, da un lato le giovani e sperimentatrici anime di Fibre Parallele – Licia Lanera e Riccardo Spagnulo – dall’altro l’esperienza matura di Vito Signorile, Blue Bird Bukowski parte da un idea di ‘900 del quale non ci si è ancora davvero liberati.

Ambientata nella sala di un obitorio, il lavoro mette in scena il vecchio Bukowski (Vito Signorile), corpo sfatto dagli anni e dai vizi, e una giovane donna (Mary Dipace), dalla fisicità asciutta, e di una bellezza dura. Emergono, nel dialogo tra i due, anticipato, e, di tanto in tanto, intervallato da momenti monologanti affidati al protagonista, la personalità di Bukowski, alcuni tratti della vita, e il rapporto con l’altro sesso. Le luci sono firmate da Vincent Longuemare.

Biglietti al botteghino Feltrinelli, all’Officina degli Esordi e sul circuito Bookingshow. Informazioni sul sito web dei Teatri di Bari.
 

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