Muffa tra le olive, maxi sequestro della Forestale

Continuano le indagini per la sicurezza alimentare. Ma il corpo sarà presto smantellato per volere del governo Renzi
Maxi sequestro del Corpo forestale in un’azienda nel barese.
Oltre 500 tonnellate di olive da tavola sono state rinvenute in un opificio, dove erano in corso operazioni di lavorazione delle drupe (lavaggio, snocciolatura e trattamento in salamoia), nonostante da oltre un anno la Asl avesse disposto la cessazione delle attività per le precarie condizioni igienico-sanitarie dell’opificio. Pertanto la stassa fabbrica è finita sotto sequestro.
L’azienda – secondo gli inquirenti – avrebbe utilizzato acqua non potabile (prelevata da un pozzo artesiano) per la lavorazione dei prodotti alimentari e per soddisfare le esigenze della struttura. I prodotti alimentari erano in cattivo stato di conservazione (all’interno di alcuni fusti di olive sarebbe stati riscontrati muffa, prodotto decomposto e insetti). I prodotti sarebbero anche privi di etichette e documentazione di tracciabilità.
Per il titolare dell’azienda è scattata la denuncia.
L’operazione rientra nell’attività di controllo ambientale del Corpo forestale. Nonostante la sua sotria secolare (è stato fondato nel 1822) sarà presto smantellato per decisione del governo Renzi.
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