Il dialetto in festa

La Redazione

Oggi e domani incontri, letture, premiazioni

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Una festa dedicata al diletto barese.

Parte oggi “oMaggio a Bari”, progetto coordinato da Vito Signorile e promosso dall’assessorato e dalla commissione consiliare alle Culture.

Numerosi i soggetti coinvolti: Abeliano, Arta, Arterrae, Badathea, Figuranti di San Nicola, Kokopelli, L’allegra compagnia , Mare Barese, Maurogiovanni, Mondo Antico e Tempi Moderni  Musae, Accademia Nicolaiana, Orizzonti, Italo Ellenica Pitagora, Porta d’Oriente  Pugliarte, Quelli del Teatro, Radicanto, Said, Terrae, Time for Smile, Vidua vidue.

La rassegna si completerà a maggio con “Versi alla luna”, “Piedigrotta barese” e “Natale barese”.

Alle 10 di oggi, il primo appuntamento nella sala consiliare del Comune di Bari. Un incontro con il pubblico e rappresentanze delle scolaresche. Previsti interventi su costume, tradizioni e lingua barese di operatori e associazioni, intervallati da spettacoli di Davide Ceddìa, Antonella Genga, Maria Giaquinto, Dante Marmone, Nicola Pignataro, Nico Salatino, Tiziana Schiavarelli, Vito Signorile.

Domenica 17, dalle 18 alle 20, la festa si sposta al Circolo Unione, al Teatro Petruzzelli. Il programma prevede un reading dei poeti e narratori baresi con proprie opere. Davide Ceddìa, Mariolina De Fano, Antonella Genga, Maria Giaquinto, Nicola Pignataro, Nico Salatino,Vito Signorile, Nietta Tempesta, rendono omaggio ai poeti baresi scomparsi.

«La grande varietà di associazioni, gruppi, singoli operatori culturali, comuni cittadini, artisti e poeti, tutti ugualmente innamorati della città e dei suoi costumi presenti a Bari richiedeva un progetto inclusivo, che inducesse a nuove abitudini e a nuovi metodi di collaborazione» dichiara Signorile. «Da qui l’idea del progetto oMaggio a Bari, nato come una ipotesi autogestita di amore verso la città e poi concretizzato con il coinvolgimento di ben 23 associazioni culturali cittadine che hanno unito le loro forze e le loro intelligenze per dare un contributo alla crescita culturale della nostra città».

«L’amministrazione ha appoggiato con convinzione questo progetto – dichiara l’assessore Maselli – perché siamo convinti che recuperare, rivalutare e diffondere la lingua usata dai nostri padri, il dialetto, sia un’operazione culturalmente fondamentale. Quello che infatti trasforma un popolo in una nazione sono: le armi, la moneta e, soprattutto, la lingua. Senza una lingua che unifichi, un popolo non può darsi un’identità di nazione».
 

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